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Quando si paga un prestito per un altro soggetto, il fisco potrebbe intendere tale azione come una donazione indiretta, fattispecie in alcuni casi tassabile.
Se, per esempio, un genitore decide di pagare le rate di un finanziamento (un prestito piccolo o più importante) al figlio sta compiendo una donazione? Da un punto di vista fiscale, sì: il pagamento può essere considerato come una donazione indiretta. Dunque, anche se il denaro non passa direttamente dal donante al beneficiario, ma è elargito attraverso i fondi messi a disposizione da un creditore, si determina un’azione interpretabile come donazione.
La donazione si esprime allorquando chi elargisce (in questo caso, il genitore) non si aspetta dal beneficiario (il figlio) una restituzione del denaro versato. Da un punto di vista legale, è sempre possibile pagare le rate di un prestito sottoscritto da un altro soggetto. Anche se, in certi casi, potrebbe essere obbligatorio fornire una comunicazione formale al creditore o chiedere un’autorizzazione. A ogni modo, il pagamento da parte di un terzo, per il creditore, non è un problema sostanziale: gli interessa soprattutto recuperare i soldi prestati.
Per il fisco, invece, la questione è molto più rilevante. Se il pagamento viene effettuato da un familiare, infatti, l’azione potrebbe essere considerata come una donazione indiretta. E il pagamento stesso, quindi, potrebbe essere soggetto a tassazione sulla donazione. Dal punto di vista legale, invece, anche se è un terzo a pagare le rate, il mutuatario originale è il vero responsabile del prestito. Se il finanziamento non viene pagato correttamente, il creditore potrebbe perseguirà dunque il cliente originale.
Volendo, l’Agenzia delle Entrate potrebbe verificare i movimenti sui conti per accertare la regolarità fiscale delle donazioni e scongiurare operazioni volte all’evasione. Le donazioni indirette sono soggette all’imposta di donazione, che varia in base all’importo donato e alla relazione tra donante e donatario. Le aliquote sono in genere più alte per donazioni a non parenti stretti.
Se il pagamento viene fatto da un padre per un prestito chiesto da un figlio, non ci sono però importanti limiti dal punto di vista fiscale. In pratica, fino a un milioni di euro, tutte le donazioni non sono tassate. Esistono dunque franchigie fiscali che esentano dall’imposta donazioni di importo inferiore a questa soglia. Per i parenti entro il terzo grado, invece, la franchigia scende fino a 100.000 euro.
Ovviamente, è assai raro, se non impossibile, trovarsi di fronte a finanziamenti personali da un milione di euro. In questo senso, i problemi fiscali per il caso che abbiamo illustrato sono nulli. Per la normativa vigente, comunque, operazioni come il pagare un prestito al figlio o sostenere le spese universitarie al suo posto possono configurarsi come donazioni indirette.
E, alla stregua delle donazioni dirette, come l’acquisto di una casa per un figlio, possono creare diversi problemi quando si apre la successione. In caso di successione, infatti, gli altri eredi potrebbero contestare questa donazione, soprattutto se ritengono che la loro quota ereditaria sia stata lesa.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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