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Le previsioni, non ancora confermate da Bankitalia, rivelano un trend ancora discendente dei tassi di interesse sui mutui: il risparmio su base annua potrebbe essere di circa mille euro.
In anno, i tassi di interesse sui mutui, potrebbero essere calati complessivamente dell’1,20%. In attesa dei dati trimestrali di Bankitalia, è già possibile intravedere un passaggio dal record negativo del 4,92% di novembre 2023 al 3,70% circa di novembre 2024. E, in termini di impatto sul costo dei mutui, ipotizzando un finanziamento da 125.000 euro a venticinque anni, si potrebbe arrivare a un risparmio di circa mille euro, cioè di quasi 85 euro al mese!
Se tali numeri venissero confermati (la Banca d’Italia dovrebbe esporsi nei prossimi giorni), si tratterebbe di una buona notizia per le famiglie che hanno accesso un mutuo per l’acquisto della prima casa. E in prospettiva, nei prossimi mesi, potrebbe andare ancora meglio. In attesa della prossima riunione della BCE, potrebbe infatti arrivare anche un ulteriore taglio dei tassi.
Questa riduzione dei tassi rappresenta una boccata d’ossigeno per molte famiglie italiane. La speranza è che diventi finalmente più accessibile il sogno di una casa propria e che si possa concretamente alleggerire il peso finanziario delle rate mensili.
La banca centrale europea dovrebbe infatti adottare politiche monetarie ancora più accomodanti, anche attraverso i tagli dei tassi di interesse. Tali tagli, che hanno reso più economico il costo del denaro per le banche, dovrebbe portare a costi dei mutui sempre più bassi per i consumatori.
Come menzionato, la riduzione del costo del denaro da parte della BCE ha avuto un impatto diretto sui tassi di interesse dei mutui. Questo ha permesso alle banche di trasferire parte di questi risparmi ai consumatori sotto forma di tassi più bassi. Al contempo, si spera che un miglioramento delle condizioni economiche generali in Europa e in Italia possa contribuire a una maggiore stabilità finanziaria.
Maggiore benessere economico e finanziario dovrebbe infatti portare all’abbassamento del rischio percepito dalle banche e dagli enti creditizi, sviluppando poi la concorrenza e consentendo a chi presta denaro di offrire tassi più competitivi.
Ora bisogna capire a quanto si collocherà il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo (il valore atteso è del 10,25% circa). Poi, la Banca d’Italia rivelerà anche i dati sui tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie e i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 4,15%. Il risparmio sui mutui, previsto dagli analisti, dovrebbe poi essere di circa mille euro l’anno… Mentre bisogna ancora valutare il possibile effetto delle modifiche introdotte dal Governo al Fondo di Garanzia Prima Casa.
L’agevolazione che permette di ottenere una garanzia dallo Stato per i mutui destinati all’acquisto della prima casa e che copre dal 50% al 90% del mutuo fino a un massimo di 250.000 euro (solo per abitazioni non di lusso), nel 2025, potrebbe infatti essere sfruttato da una platea ridotta.
Fino al 31 dicembre 2024, tutti potevano accedere a questa agevolazione, ma con priorità per determinate categorie come giovani coppie, giovani under 36 e genitori single con figli minori. Dal primo gennaio 2025, con la nuova Legge di Bilancio, solo queste categorie potranno accedere al fondo. Questo cambiamento significa che molte persone, come coloro che hanno più di trentasei anni o famiglie con capacità economiche limitate, non potranno più beneficiare di questa agevolazione. E non è un bene.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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