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Sempre più persone stanno considerando di aderire alla surroga del mutuo: i dati del 2024 mostrano un trend in continua ascesa.
I mutuatari ormai conoscono i loro diritti e sanno sfruttare le occasioni offerte dal mercato e dalla normativa vigente. In questo senso non stupisce la crescita continua della fattispecie della surroga del mutuo. Gli italiani hanno imparato la convenienza del trasferire il proprio mutuo da una banca a un’altra per ottenere condizioni migliori, anche mantenendo l’ipoteca originale.
Il Barometro CRIF, che fornisce analisi trimestrali sull’andamento delle richieste di mutui e surroghe, ha rivelato che le richieste di surroga sono aumentate significativamente negli ultimi anni, con un incremento del 34,2% nei primi dieci mesi del 2024 rispetto all’anno precedente.
Altri dati sono forniti dal Rapporto Mutui Ipotecari dell’Agenzia delle Entrate. Nel documento pubblico lo scorso 10 ottobre, l’AdE ha comunicato che nel 2023 in Italia sono stati registrati circa 330.000 atti di mutuo ipotecario, con oltre 730.000 unità immobiliari ipotecate (principalmente abitazioni). Secondo l’analisi, il capitale di debito estratto dal patrimonio immobiliare è stato di circa 90 miliardi di euro, pari al 4,2% del PIL italiano del 2023.
Rispetto al 2022, c’è stato un calo del 25% delle unità immobiliari ipotecate e del 12% del capitale finanziato. E il 38% del capitale di debito complessivo (pari a circa 34 miliardi di euro) è stato destinato ai mutui per l’acquisto della prima casa. Anche qui si nota un calo: nel 2022 i miliardi speri per la prima casa furono 48. Riguardo alle surroghe, si nota un passaggio quasi totale dal tasso variabile a quello fisso.
Ci sono dati interessanti anche sulla distribuzione geografica della fattispecie. La surroga del mutuo è stata sfruttata soprattutto al Nord: l’anno scorso circa il 50% delle surroghe era concentrato nel Settentrione. Ora quella percentuale è scesa al 46,6%. Ciò significa che anche nel Centro e nel Sud del Paese le persone stanno imparando a sfruttare questa possibilità.
Tutti questi dati mostrano chiaramente come la surroga sia diventata una pratica popolare per i mutuatari che cercano di ottimizzare le condizioni dei loro finanziamenti. E basta un semplice calcolo per capire dove sta la convenienza… Per esempio, un mutuatario che è passato da un tasso fisso del 3,83% a un tasso del 2,72% può risparmiare intorno ai 20.000 euro nei prossimi due anni.
Ma perché circa il 99% dei mutuatari ha scelto di passare da un tasso variabile a un tasso fisso? Ciò dipende principalmente dalle politiche monetarie dell’UE… La Banca Centrale Europea ha infatti ridotto i tassi di interesse, rendendo i mutui a tasso fisso più competitivi rispetto a quelli variabili. E, in generale, la tendenza per chi ha un reddito fisso è sempre quella di preferire rate prevedibili, sicure. Si punta a evitare sorprese dovute alle fluttuazioni del mercato.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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