
TAN da 7,35%, TAEG da 7,68%. Importi fino a € 60.000 in 120 mesi.
Le previsioni per il 2025 indicano ora una ripresa dei mutui a tasso variabile. I tagli dei tassi voluti dalla BCE potrebbero rendere il tasso variabile più conveniente del tasso fisso. Ma non è tutto.
Dopo che la BCE ha già annunciato e applicato diversi tagli dei tassi di interesse, si prevedono ulteriori riduzioni nel corso del 2025. La diminuzione dell’inflazione potrebbe poi rappresentare un altro fattore di spinta fondamentale per la ripresa dei mutui a tasso variabile: quando l’inflazione è bassa, pure i tassi di interesse tendono a scendere.
Oggi, senza alcun dubbio, il mutuo a tasso fisso è ancora più conveniente rispetto al tasso variabile. Ma il rialzo continuo dei costi del variabile potrebbe conoscere presto uno stop, permettendo all’opzione di tornare conveniente. Molti esperti prevedono infatti un riallineamento fra le due fattispecie entro la fine del 2025.
Il pareggio diventerebbe possibile qualora la BCE proseguisse sulla strada del taglio del costo del denaro, per riaffermare la convenienza nella stipula dei mutui. Il costo del denaro ha infatti effetti sull’Euribor, riferimento che dovrebbe spingere al ribasso il costo dei mutui a tasso variabile. Le previsioni sostengono che chi sottoscriverà un mutuo a tasso variabile nel 2025 potrebbe vedere le rate abbassarsi mese dopo mese. Ma è sicuro?
Se il costo del denaro dovesse proseguire la discesa, la ripresa del tasso variabile si concretizzerebbe attraverso un TAN medio al 3,04%. Con la migliore offerta al 2,6% circa sarebbe dunque più conveniente dell’attuale tasso medio del fisso, che si attesta al 2,87%, e leggermente più alta del minimo di novembre, che è al 2,51%.
I mutui a tasso variabile possono offrire una maggiore flessibilità rispetto a quelli a tasso fisso. E se i tassi di interesse dovessero davvero continuare a scendere, anche le rate del mutuo dovrebbero diminuire, consentendo ai mutuatari di risparmiare. Ma è importante considerare anche i rischi, indipendentemente dalla possibilità di una reale ripresa del tasso variabile.
L’UE è ancora preoccupata dall’inflazione… Se il dato dovesse risalire più del previsto, la BCE potrebbe interrompere la sua politica di tagli dei tassi o addirittura potrebbe essere costretta ad aumentare i tassi di interesse, facendo così lievitare le rate del mutuo.
Purtroppo, siamo in una fase caratterizzata da continue turbolenze dei mercati finanziari, e sono troppe le variabili che possono influenzare l’andamento dei tassi di interesse. Come ripetiamo spesso, prima di sottoscrivere un mutuo, è importante confrontare attentamente le diverse offerte e valutare il proprio profilo di rischio. È altresì fondamentale poter contare su una simulazione di un mutuo per calcolare quanto si potrebbe risparmiare con un mutuo a tasso variabile.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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