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Cash to cash, cash to card e card to cash. Come funzionano le rimesse di denaro e quali rischi possono comportare.
Il movimento può essere di contante a contante, quindi cash to cash. Il caso è quello più frequente e diffuso e prevede la consegna di denaro in contanti e, per il beneficiario, la possibilità di ricevere la somma in cash. Le rimesse di denaro possono però anche muoversi da contante a carta di pagamento (cash to card). Succede quando si consegna il denaro in contante e il beneficiario riceve il denaro con un accredito su una carta di pagamento. Infine c’è il movimento del card to cash, ovvero da carta a contante, con il trasferimento dei fondi a un Money Transfer Operator con un addebito sulla proprio carta. E con il beneficiario che riceve contante.
Le rimesse di denaro sono strumenti di trasferimento di fondi sempre più diffusi. Parliamo di movimenti in moneta fra persone fisiche. Ma prevalentemente da e verso i Paesi esteri tramite un istituto di pagamento o un altro intermediario autorizzato. Il tutto, però, senza che siano stati aperti conti di pagamento intestati all’ordinante o al beneficiario presso l’intermediario che effettua la rimessa.
La rimessa, in pratica, permette di trasferire somme di denaro, solitamente di importo non elevato, un po’ ovunque nel mondo e in tempi assai rapidi. Chi vuole operare delle rimesse di denaro deve dunque per prima cosa recarsi presso un operatore autorizzato.
Ci si può rivolgere a quasi tutte le banche, alle Poste Italiane e gli operatori autorizzati per l’invio delle rimesse. Referenti anche detti Money Transfer Operators. L’autorizzazione è fondamentale, dato che esistono leggi specifiche che regolano l’attività di questi operatori. Il rischio è che il movimento di denaro non vigilato possa infatti dare origine ad azioni di riciclaggio.
Una volta scelto l’operatore con cui si preferisce inviare il denaro, sia esso un Money Transfer, una banca o una fintech, bisogna scegliere quale movimento operare. Le opzioni sono quelle indicate: il cash to cash, il cash to card e il card to cash. Ma non tutti gli operatori sono in grado di inoltrare il denaro secondo le tre modalità citate.
Il tema della rimessa di denaro diventa piuttosto delicato in tutti quei casi in cui il trasferimento di fondi avviene attraverso operatori non autorizzati. Nel nostro Paese, questo tipo di servizio può essere condotto solo tramite il canale formale sottoposto a controlli da parte di autorità di vigilanza, come la Banca d’Italia. Ogni movimento di denaro deve essere garantito. Per questo gli intermediari e gli operatori devono essere affidabili in termini di sicurezza e trasparenza.
Gli operatori autorizzati devono rispettare normative stringenti e devono anche essere in appositi registri consultabili online. Tale normativa permette agli utenti di verificare la legittimità dell’operatore prima di effettuare una qualsiasi transazione. Inoltre, al momento del trasferimento, chi invia denaro deve ottenere una ricevuta che fungerà da prova dell’operazione. Ed è importante conservarla, poiché può essere utilizzata in caso di contestazioni o problemi.
Anche se i fondi possono essere inviati in diversi modi, in ogni caso serve l’identificazione del mittente e del destinatario. E sebbene il cosiddetto canale formale sia considerato sicuro, è fondamentale prestare attenzione a possibili truffe, come quelle rappresentate da operatori non autorizzati o richieste di pagamento sospette. Come spesso capita nel contesto finanziario, conviene verificare sempre l’identità dell’intermediario.
Ovviamente, le rimessa di denaro sono servizi che hanno un costo. Il prezzo dell’intermediazione e del trasferimento non può essere calcolato preventivamente, dato che ogni operatore propone una sua tariffa. Di solito però si parla del 2% su cifre alte. E del 10% per cifre più basse. Anche se non esiste un limite formale per il trasferimento, per i fondi che vanno verso l’estero, i limiti possono variare in base al Paese di destinazione e alle normative locali. Di solito, per le operazioni superiori a 15.000 euro bisogna inviare una segnalazione all’Agenzia delle Entrate.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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