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Il recupero crediti è il temuto processo attraverso cui il creditore cerca di recuperare i soldi dovuti da un debitore. L’iter può scattare se chi ha chiesto il prestito non ha effettuato i pagamenti previsti.
Si parte sempre con dei solleciti bonari. Quando il debitore non paga puntualmente, il creditore si fa avanti con degli avvisi. Mail e telefonate, che tuttavia non rappresentano misure utili al creditore per ottenere l’incasso del dovuto. Se il debitore non risponde, la banca o l’ente creditizio può inviare una messa in mora. Come? Tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
Con questo passaggio, il creditore trascende l’azione dell’avviso e dell’intimazione. Di conseguenza si arriva alla cosiddetta richiesta di esecuzione forzata. Tale azione è utile per poter ridurre i tempi e i costi della restituzione. In questo caso interviene dunque la giustizia, chiamata innanzitutto ad accertare l’inadempimento da parte del debitore. Solo dopo questo accertamento, il creditore potrà rivolgersi all’autorità giudiziaria allo scopo di avere un titolo esecutivo.
Se il debitore continua a non pagare, la banca può poi decidere di cedere il credito a un nuovo referente. A una società specializzata nel recupero crediti. Tale società di recupero crediti prenderà così in carico il debito e cercherà di recuperarlo tramite contatti diretti con il debitore. Quindi, sollecitazioni telefoniche e, se necessario, con azioni legali.
Quanto tutte le altre soluzioni non funzionano, la società di recupero crediti può ottenere un’ordinanza del tribunale per il pignoramento dei beni del debitore. Il pignoramento serve per garantire che i creditori possano recuperare i soldi dovuti anche se il debitore non è in grado di pagare.
In generale, il recupero crediti può essere avviato dopo tre rate non pagate consecutive. Si tratta di una non-regola, dato che tutto dipende dalle politiche della banca o dell’istituto di credito. Per questo, prima di sottoscrivere qualsiasi tipo di finanziamento, è fondamentale leggere attentamente i termini del contratto. Solo così sarà possibile conoscere le specifiche condizioni del prestito.
La normativa prevede che l’iter del recupero crediti passi attraverso tre fasi. Il decreto ingiuntivo, il precetto di pagamento e il procedimento giudiziario. Quindi, dopo la messa in mora, scatta il decreto ingiuntivo: un ordine di pagamento consegnato al debitore dal giudice mediante un decreto. Il debito può poi diventare esecutivo, e si può passare al recupero attraverso precetto di pagamento. L’ultima via è quella del procedimento giudiziario ordinario, che può condannare il debitore all’adempimento.
Chi si trova in difficoltà a pagare le rate dovrebbe imparare a contattare il proprio creditore il prima possibile per cercare soluzioni alternative. Per esempio, la rinegoziazione del debito o la sospensione temporanea dei pagamenti. Per evitare l’iter del recupero crediti può essere anche utile considerare un consolidamento del debito. Un accordo che comporta la combinazione di diversi debiti in un unico prestito con una sola rata mensile, spesso a un tasso di interesse più basso.
Molti creditori sono poi disposti ad accordare al debitore un piano di rientro. Si tratta di un nuovo accordo fra il creditore e il debitore per ripagare il debito arretrato in più rate ridotte nel tempo. La legge italiana contempla alcune fattispecie per impedire che i debitori non siano sottoposti a pratiche abusive durante il recupero crediti.
Il codice del consumo stabilisce per esempio che i creditori debbano fornire sempre informazioni chiare e trasparenti sui termini del contratto e sui diritti del debitore. In più, vieta pratiche vessatorie e ingannevoli. In Italia vige anche la legge sul Sovraindebitamento, meglio nota come Salva Suicidi. Secondo questa norma, i debitori possono richiedere un’istanza di esdebitazione se si trovano in una situazione di sovraindebitamento. L’esdebitazione consiste in un periodo di sospensione dei pagamenti e la possibilità di negoziare un piano di rientro.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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