
Ottieni un finanziamento non vincolato all'acquisto di beni o servizi.
Introdotto nel dicembre del 2005, il prestito vitalizio ipotecario per ultrasessantenni è un finanziamento che rispondere ai cambiamenti demografici e alle nuove esigenze creditizie degli italiani.
Il prestito vitalizio ipotecario per gli over 60 è arrivato con l’art. 11-quaterdecies del decreto-legge n. 203/2005. Parliamo di un tipo di finanziamento in grado di offrire liquidità immediata agli ultrasessantenni proprietari di un immobile residenziale che non vogliono o non possono prendere in considerazione la vendita del bene. Il prestito permette infatti di sfruttare l’immobile come garanzia ipotecaria, ottenendo subito una somma corrispondente al valore della proprietà. Una liquidità utile per integrare o sostituire la pensione, interpretabile dunque come vitalizio.
Il prestito è concesso da banche, società finanziarie e intermediari finanziari iscritti all’albo di cui all’articolo 106 del Testo Unico Bancario. Tantissimi creditori, in effetti, oggi offrono questo tipo di finanziamento sotto forma di prestito a medio e lungo termine garantito. Da cosa? Ovviamente dall’iscrizione di un’ipoteca di primo grado su un immobile residenziale di proprietà dell’ultra sessantenne, cioè dal soggetto finanziato.
Abbiamo dunque a che fare con una strategia di accesso al credito per persone sopra i sessant’anni. Un contratto che permette di ottenere soldi usando la propria casa come garanzia. Con il prestito vitalizio ipotecario non è necessario fare pagamenti mensili per ripagare il finanziamento. Il debito verrà infatti saldato quando il proprietario della casa morirà, con il pagamento degli eredi o con la vendita dell’immobile.
In pratica, questo finanziamento permette alle persone anziane di ricevere denaro extra per integrare il loro reddito o pensione, senza dover vendere (subito) la loro casa. Si tratta di un finanziamento non finalizzato. In questo senso il consumatore può usare la liquidità come preferisce, senza vincoli.
Alla base del finanziamento c’è dunque un’ipoteca di primo grado sull’immobile residenziale di proprietà del richiedente. Persone che non hanno eredi diretti a cui voler lasciare l’immobile potrebbe dunque trovare molto conveniente tale strumento di accesso al credito. Si tratta infatti di poter ottenere soldi senza nessun rimborso rateale… Quanti soldi? Con un prestito vitalizio ipotecario si possono ottenere fino a 350.000 euro, sempre senza necessità di rimborso. L’importo del prestito dipende dal valore di mercato dell’immobile, dall’età del richiedente e dal tasso di interesse applicato dal creditore.
Il richiedente che ha sottoscritto il prestito vitalizio non dovrà infatti preoccuparsi di rimborsare il capitale. Non occorre neppure che lasci l’abitazione ipotecata. Nei contratti per tale tipo di prestito, conta che il richiedente non alieni l’abitazione, non la ponga in garanzia di ulteriori prestiti e non la conceda in locazione a soggetti terzi. Bisogna poi anche manutenere l’immobile, in modo che il suo valore non decada al termine del finanziamento. Non è possibile richiedere un prestito vitalizio ponendo a garanzia un immobile già ipotecato per un mutuo non ancora estinto.
Gli interessi vengono capitalizzati annualmente, così come le spese. Per quanto concerne l’estinzione del debito, la banca non ha il diritto di riscuotere direttamente l’ipoteca al decesso del richiedente. A quel punto, infatti, potrebbero intervenire gli eredi, che godono della possibilità di saldare il finanziamento. In alternativa, l’immobile ipotecato sarà ceduto al creditore.
Con il prestito vitalizio ipotecario per ultrasessantenni la proprietà dell’immobile resta del richiedente e può essere riscattata dagli eredi. Ecco perché tale strumento è un’alternativa importante alla vendita della nuda proprietà. La cessione dell’immobile non è infatti vincolata, dato che la proprietà e l’usufrutto non vengono trasferiti.
Dopo il decesso del proprietario, gli eredi, i legatari testamentari oppure i chiamati all’eredità possono, se vogliono, recuperare il bene. Possono farlo accordandosi con la banca per saldare il finanziamento. Oppure vendendo la casa, ed estinguendo dunque il prestito con il ricavato della vendita (incassando l’eventuale eccedenza). Tali azioni possono essere svolte nei dodici mesi successivi alla morte del richiedente.
La vendita della nuda proprietà implica invece la cessione in via definitiva dell’immobile, mantenendo solo il diritto di abitazione in usufrutto. Da un lato abbiamo dunque una soluzione in cui gli eredi, dopo il decesso del soggetto finanziato, possono farsi carico della restituzione del prestito erogato dalla banca per recuperare l’immobile. Dall’altro c’è una cessione irreversibile e non rivalutabile.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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