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I contribuenti hanno la possibilità di recuperare varie spese, tramite rimborso o sconto, nella dichiarazione dei redditi: anche i prestiti sono detraibili?
Di base, non tutti i prestiti personali sono detraibili. La detraibilità nel 730 dipende infatti dalla natura della spesa sostenuta mediante il finanziamento. E anche dalla fattispecie stessa del credito. Bisogna capire dunque quali sono le condizioni attraverso cui un prestito può essere incluso nella dichiarazione dei redditi.
Potremmo dire che la detraibilità di un prestito personale è sempre strettamente legata alla destinazione del denaro ottenuto. Cioè alla finalità del prestito. Se i fondi sono utilizzati per scopi che la legge riconosce come detraibili, allora le spese possono essere dichiarate e in parte recuperate. È importante partire dall’assunto che il prestito in sé non è mai detraibile… Nel caso, è la spesa effettuata con il denaro ottenuto con il finanziamento a poter essere detratto.
Per esempio, la più nota delle spese detraibili riguarda le opere di ristrutturazione e l’efficientamento energetico degli immobili. Tali interventi offrono quasi sempre dei benefici fiscali. Lo Stato permette infatti che parte delle spese sostenute per la ristrutturazione della propria abitazione possano essere detratte nella dichiarazione dei redditi. E questo vale anche per i costi sostenuti per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. In alcuni casi, poi si può anche detrarre la rata del mutuo.
Come abbiamo visto, non tutti i prestiti personali siano detraibili. Entrano nel 730 solo quelli utilizzati per spese riconosciute dalla legge come scaricabili. Resta da capire come e in che misura possono essere inclusi nella dichiarazione dei redditi. Prendiamo il caso dei finanziamenti chiesti per ristrutturazioni o per l’acquisto di casa e anche per spese sanitarie. Per
, ovviamente si deve poter dimostrare che i soldi sono stati spesi per quei precisi scopi. Come? Conservando fatture e usando bonifici parlanti.
Per le spese di ristrutturazione, nel 2025, il limite di detrazione sarà del 36% per spese massime fino a 48.000 euro per unità immobiliare. Per i mutui, solo in certi casi, si può detrarre il 19%, ma sempre e solo su una parte dell’esborso. Le spese mediche generiche e farmaceutiche sono detraibili al 19% per importi eccedenti 129,11 euro. E ciò include prestazioni mediche, acquisto di medicinali, analisi, terapie, ricoveri e dispositivi medici…
Torniamo al problema del mutuo. Per la normativa vigente, la detrazione degli interessi passivi del mutuo è prevista dal modello 730 e si applica al 19% degli interessi annuali pagati. Tale detrazione è valida però solo per gli interessi passivi relativi a mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale. Ed è la stessa percentuale prevista per mutui o finanziamenti richiesti per ristrutturazione o costruzione della prima casa.
Detta in altre parole, il contribuente non può detrarre l’intera rata del mutuo o del prestito: deve accontentarsi di recuperare il 19% degli interessi passivi annuali pagati. Una percentuale che farà ridurre di un pochino il carico fiscale.
I prestiti personali, quelli non finalizzati, concettualmente, non sono detraibili nella dichiarazione dei redditi, proprio poiché si tratta di finanziamenti richiesti per esigenze personali. Come abbiamo tentato di spiegare, per sfruttare le detrazioni è necessario che i prestiti siano utilizzati per spese che rientrano nelle categorie ammesse dalla normativa e che gli interessi passivi e altri costi legati al prestito rispettino i criteri stabiliti dalla legge.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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