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Fisso, variabile e green: quale tasso sarà più conveniente per il mutuo dopo il 12 dicembre? All’orizzonte ci sono nuovi tagli.
La Banca Centrale Europea ha già ridotto i tassi di interesse diverse volte quest’anno: per tre volte, nel 2024, i punti base sono stati ridotti. Ma gli investitori scommettono ora sulla possibilità la BCE operi un altro importante taglio. L’abbassamento potrebbe essere importante. Per averne la certezza bisognerà però attendere il prossimo 12 dicembre… La data è quella della prossima riunione del Consiglio Direttivo della BCE.
Qualora il taglio dovesse avvenire, ci si attende un impatto positivo sulle rate dei mutui soprattutto a tasso variabile. Molto però dipendere sulla reale traiettoria che la Banca intende seguire. La maggior parte degli analisti si aspetta che la banca voglia mantenere un approccio cauto. Tradotto: la riduzione continuerà a essere graduale, e ciò a causa dei rischi non ancora scongiurato di un rialzo dell’inflazione nell’Eurozona.
Fino a qualche giorno fa, invece, si era più ottimisti e si parlava di tagli al tasso di interesse di mezzo punto percentuale. Oggi è tutto più nebuloso. I rendimenti dei principali titoli di Stato europei sono infatti scesi in modo significativo dopo gli sconfortanti dati sulla crescita economica e industriale in Paesi chiave come la Germania e la Francia. E, com’è noto, i movimenti nei rendimenti obbligazionari riflettono in genere le aspettative sulla regolazione dei tassi di interesse da parte della BCE.
Il rendimento dei titoli di Stato tedeschi e francesi a due anni, che sono parecchio sensibili alle variazioni dei tassi di interesse, è sceso ai minimi annuali prima di rimbalzare. E ciò indica che i trader stanno scommettendo su un taglio dei tassi abbastanza importante da parte della banca centrale.
I funzionari della BCE appaiono oggi indecisi. C’è chi punta a un taglio di un quarto di punto percentuale e chi invece vorrebbe confermare l’ipotesi della riduzione di mezzo punto. Anche se di base c’è fiducia nel fatto che l’inflazione tornerà sotto il target del 2% imposto dall’UE, il ritmo dei tagli sarà deciso solo dopo un’attenta analisi degli ultimi dati.
E sarà importante scoprire i dati sul prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre. Numeri che forniranno ulteriori informazioni sulla situazione economica dell’Unione. Qualora i dati dovessero essere deludenti, un taglio di 50 punti base potrebbe essere ritenuto rischioso. Ma che se i dati dovessero essere buoni, il taglio potrebbe essere inteso come una mossa prematura. Per un taglio importante ci dovrebbe solo essere un ulteriore e concreto deterioramento delle prospettive economiche.
Per i mutui a tasso fisso, il tasso medio (TAN) è sceso di 5 punti base tra settembre e ottobre, fermandosi al 2,90%. Tuttavia, confrontando diverse offerte, si può ottenere anche il 2,55%. Per i mutui a tasso variabile, il tasso medio è sceso da 4,21% a 4,06%. La condizione migliore è intorno al 3,68%. Se invece si punta a un mutuo green, si possono ottenere sconti fino a 30/40 basis point.
Per il tasso fisso, dopo il 12 dicembre, si potrebbe quindi arrivare a una percentuale del 2,50 circa. Per quello variabile, si potrebbe anche raggiungere il 3,60%. Con i nuovi tagli, sia i mutui a tasso fisso che quelli variabili hanno già sperimentato una riduzione dei tassi, ma i tassi variabili che oggi sono generalmente più alti rispetto a quelli fissi potrebbero presto tornare molto convenienti.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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