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Il mutuo alla francese prevede il pagamento di rate costanti, composte da una quota di capitale e una di interessi.
Il mutuo all’italiana si basa invece su rate decrescenti nel tempo e rivela una quota capitale fissa per tutta la durata del contratto. A decrescere è la quota di interessi. Con il cosiddetto mutuo all’italiana, all’inizio, le rate sono più alte perché la quota interessi è calcolata sul capitale iniziale. E poi diminuiscono gradualmente man mano che il capitale viene rimborsato.
Con il mutuo alla francese funziona diversamente. Le rate sono costanti (il che facilita la pianificazione finanziaria da parte del mutuatario) a fronte di una maggiore quota di interessi all’inizio del finanziamento. Dunque, all’inizio, si pagano più interessi e meno capitale; poi, verso la fine, la situazione si inverte.
Ma come sono calcolati questi interessi? L’autunno scorso la Cassazione si è espressa sulla fattispecie dopo una pronuncia della Corte d’Appello di Perugia. A seguito di una avviata da un mutuatario che aveva contestato la trasparenza del contratto di un mutuo, sostenendo che il metodo di capitalizzazione composta utilizzato nel mutuo alla francese nascondesse costi aggiuntivi.
La Corte di Perugia ha in pratica stabilito che il modo in cui sono calcolati gli interessi (cioè la capitalizzazione composta) non nasconde costi aggiuntivi per chi prende il mutuo. Dunque non vi sarebbero dei veri e propri costi occulti. Se gli interessi non vengono maturati su altri interessi, viene infatti evitato il rischio collegato all’anatocismo.
Sempre secondo la Corte, e anche secondo la Cassazione, il contratto di mutuo è chiaro e non introduce costi nascosti, dunque questo tipo di ammortamento, che è oggi il più comune in Italia, va considerato trasparente. Anche per i mutui a tasso variabile, il piano di ammortamento alla francese si applica nello stesso modo… Le rate restano costanti, ma la parte di interessi e capitale cambia nel tempo. Tale metodo non crea incertezze sugli interessi da pagare e rispetta le leggi italiane.
Il mutuo alla francese è un tipo di piano di ammortamento molto utilizzato per i prestiti. Si tratta di un accordo in cui il mutuatario (cioè chi prende il prestito) paga rate costanti nel tempo. Le rate da pagare sono sempre dello stesso importo per tutta la durata del prestito. Ma, all’inizio del finanziamento, una grande parte della rata è destinata a pagare gli interessi, mentre una piccola parte va a ridurre il capitale.
Con il passare del tempo, la quota destinata agli interessi diminuisce e quella destinata al capitale aumenta. E gli interessi sono calcolati sul capitale residuo, cioè sulla parte di prestito che deve ancora essere rimborsata
In conclusione, il mutuo a tasso variabile alla francese non comporta costi nascosti: il sistema di calcolo degli interessi è trasparente e perfettamente legale. Si tratta di un modello che conviene a chi preferisce affrontare rate costanti e prevedibili, per una gestione più chiara del budget mensile.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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