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I mutui green sembrano destinati a giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo futuro del settore immobiliare e nel mondo del credito.
L’UE ha chiesto all’Italia di attuare interventi mirati per il recupero del patrimonio edilizio nazionale. Bisogna risanare o ristrutturare la abitazioni più energivore, rendere gli edifici più sostenibili dal punto di vista ambientale. E, rispetto a tale necessità, i mutui green emergono come gli strumenti finanziari strategici più opportuni per supportare il piano della transizione.
Non vede dunque stupire il recente successo di tali prodotti finanziari: il credito finalizzato a interventi di ristrutturazione per rendere l’immobile più sostenibile dal punto di vista ambientale ed energetico è in rapida espansione. Ma il mutuo green non è supportato soltanto dalla crescente consapevolezza verso il tema della sostenibilità ambientale: oggi è visto soprattutto come un investimento. Una casa non a norma con i nuovi requisiti di sostenibilità dettati dall’UE (quelli indicati dalla Direttiva Case Green) potrebbe infatti pesantemente svalutarsi nel giro di pochi anni.
Secondo la direttiva, entro il 2030, tutti gli edifici degli Stati membri dovranno raggiungere almeno la classe energetica E, ed entro il 2033 la classe D. Le abitazioni che non rispetteranno tali requisiti potrebbero dunque finire fuori mercato trasformandosi in immobili difficili da vendere ma anche da affittare. Quanto agli edifici con classi energetiche molto basse, come la classe G, si prevede una svalutazione ancora maggiore, dato che i costi energetici potrebbero diventare presto troppo elevati.
Appare per questo fondamentale per i proprietari di immobili considerare tutti gli aggiornamenti necessari per migliorare l’efficienza energetica per prevenire la svalutazione del loro patrimonio. Una soluzione è offerta appunto dai mutui green. Finanziamenti offerti spesso ai tassi di interesse più bassi rispetto ai mutui tradizionali e che possono beneficiare di incentivi fiscali aggiuntivi.
Si tratta dunque di investire per valorizzare il proprio immobile, promuovendo la riduzione delle emissioni di CO2 e il miglioramento dell’efficienza energetica. Il successo dei mutui green è per questo inteso come un trend destinato a un successo sempre maggiore: al momento, non sono previste soluzioni migliori o almeno più funzionali per incentivare la sostenibilità degli edifici, migliorare la qualità della vita delle persone che li abitano e, tangenzialmente, stimolare l’economia attraverso il settore delle costruzioni.
Secondo le stime del Governo, in Italia almeno il 70% del patrimonio edilizio esistente è da recuperare con ristrutturazioni profonde o con interventi mirati. E gli italiani lo hanno capito. Nel 2020, secondo un recente studio dell’agenzia Qualis, i mutui green rappresentavano appena il 3% del totale dei finanziamenti aperti per la compravendita o la ristrutturazione di un edificio. Oggi rappresentano almeno il 10% di tutti i finanziamenti richiesti per la casa.
Richiedere un mutuo green non è poi così diverso da farsi avanti per un mutuo tradizionale. Bisogna però cercare il referente giusto, valutando con attenzione il progetto di ristrutturazione o acquisto dell’immobile. La cosa più importante è essere sicuri che l’immobile soddisfi i requisiti di efficienza energetica richiesti per ottenere un mutuo green. Occorre per questo entrare in possesso dell’attestato di prestazione energetica (l’APE) dell’immobile.
Ci vogliono ovviamente anche il CIC (completamento del commercio) o il CC (completamento del contratto) e il CML (computo metrico dei lavori) nel caso in cui il finanziamento riguardi una ristrutturazione. A quel punto si tratta di presentare la domanda al creditore, che valuterà il progetto e le capacità di rimborso del richiedente.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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