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Chiunque abbia voglia o necessità di chiedere un prestito ha bisogno di conoscere leggi e normative che regolano finanziamenti e credito a consumo.
Le normative introdotte dal Legislatore nascono innanzitutto per proteggere i consumatori: conoscendole, il richiedente potrà vantare strumenti utili a far rispettare i propri diritti. Per esempio, potrà chiedere che il contratto di finanziamento si esplichi attraverso un trattamento equo e chiaro. Le leggi attuali stabiliscono infatti che le condizioni di prestiti e finanziamenti siano trasparenti e non penalizzati.
L’altro aspetto fondamentale di cui le norme si sono negli anni preoccupate riguarda il problema dei costi. La legge vuole che gli enti finanziatori offrano informazioni esaustive sul prezzo totale del credito: l’offerta deve presentare il costo degli interessi e delle altre spese accessorie. Si tratta di dati fondamentali per valutare se un prestito è davvero conveniente e sostenibile.
In generale, essere informati sulle leggi e le normative attuali aiuta il consumatore a difendesi da situazioni spiacevoli e a riconoscere (e poi evitare) ogni tipo di pratica fraudolenta o ingannevole. Dopodiché le normative sono utilissime per chi cerca agevolazioni fiscali o incentivi: determinati tipi di prestiti (come quelli che riguardano l’efficientamento energetica o le ristrutturazioni edilizie) potrebbero infatti essere connessi a opportunità di risparmio.
Ma non ci sono soltanto i diritti, le tutele e i privilegi… Leggi e normative educano il richiedente anche sulle responsabilità che deve assumersi accedendo a un finanziamento. Conoscere bene questi obblighi è utile per poter gestire meglio il prestito e scongiurare spiacevoli problemi futuri relativi al mancato pagamento o al sovraindebitamento.
Il primo riferimento da conoscere è il Codice del consumo introdotto dal decreto legislativo n. 206 del 2005. Un insieme di normative che regolano i diritti e i doveri dei consumatori e dei professionisti in merito a vendite, finanziamenti, mutui e prestiti. Nel Codice sono archiviate e organizzate le principali disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori, adottate anche in attuazione della normativa europea.
Per esempio, il Codice introduce la possibilità di agire collettivamente per ottenere il risarcimento dei danni subiti da un medesimo evento (la cosiddetta class-action). Poi stabilisce l’obbligo per i professionisti di fornire informazioni chiare e complete sui prodotti e servizi offerti. Infine, regola i diritti dei consumatori di recedere dai contratti entro un certo periodo di tempo (specie per i prodotti online). Il Codice è stato aggiornato nel 2014, con l’estensione del periodo di recesso a quattordici giorni.
L’altro gruppo di leggi fondamentali per il consumatore è quello inerente i contratti di credito al consumo introdotto dal decreto legislativo n. 141 nel 2010. Si tratta dell’attuazione della direttiva europea sui contratti di credito ai consumatori con la riforma della disciplina delle attività finanziarie. Proprio con questo decreto è arrivato l’obbligo di chiarire il costo totale del credito. Inoltre sono previste varie norme che regolano l’attività degli intermediari del credito.
Altra informazione utile: per legge esiste un limite oltre il quale gli interessi di un finanziamento sono considerati usurari. Tale limite (introdotto in Italia con la legge n. 108 del 7 marzo 1996) si ottiene aumentando il tasso effettivo globale medio (TEGM) del 25% e aggiungendo un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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