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Ecco come l’aumento del costo della vita sta influenzando i prestiti in Italia: il vero impatto dell’inflazione sul mercato del credito.
L’aumento del costo della vita, che è strettamente legato al fenomeno dell’inflazione, ha colpito pesantemente i consumatori italiani per tutto il 2023 e buona parte del 2024. E, secondo l’UE, non è possibile ancora sentirsi al riparo da un ritorno del caro vita. L’inflazione ha avuto, ovviamente, anche un profondo impatto sui prestiti.
Con un potere d’acquisto ridotto, famiglie e singoli consumatori che avevano scarsa familiarità con il debito hanno imparato negli ultimi mesi a confrontarsi con finanziamenti, rate da pagare e richieste di credito. Il tutto mentre l’inflazione contribuiva a far alzare i tassi d’interesse in tutte le forme di finanziamento, dai mutui al credito a consumo.
Dobbiamo interpretare i tassi di interesse come una misura del costo del denaro. Di conseguenza, in ogni forma di prestito, dopo la richiesta di un credito si paga un interesse per l’uso di quel denaro. Lo stesso succede quando si investe denaro, ma al contrario: si danno soldi e ci si aspetta di guadagnarci su un interesse. Entrate e uscite di capitali sono dunque sempre influenzate dai tassi di interesse. Per questo è possibile dire che dai tassi dipendono il costo dei prestiti, il valore della moneta e l’inflazione. E che l’inflazione stessa può influenzare a sua volta i tassi.
I tassi di interesse sono fissati dalle banche centrali, che hanno appunto il compito di mantenere stabile l’inflazione. E quando questo indice sale, le banche centrali si sentono costrette a intervenire applicando degli aumenti sui tassi. Abbiamo più volte trattato l’argomento… Quando l’inflazione colpisce, è inevitabile che anche la BCE, la banca centrale europea tenda ad aumentare i tassi d’interesse. E tutto ciò comporta un aumento dei costi del denaro preso in prestito.
Tradotto: i prestiti diventano sempre meno convenienti per i consumatori. Inoltre, si assiste anche all’erosione del valore della moneta. Un fenomeno che rende più difficile rimborsare un prestito con le somme di denaro previste al momento della stipula del finanziamento.
L’aumento dei tassi di interesse può avere un impatto significativo sui mutui e sui prestiti. Quando i tassi di interesse aumentano, il costo dei prestiti a tasso variabile aumenta. Ciò significa che le persone che hanno un mutuo o un prestito a tasso variabile vedono aumentare i loro pagamenti mensili.
Va detto anche che l’aumento dei tassi di interesse può in molti casi rendere più difficile ottenere dei prestiti. Proprio perché i finanziamenti diventano più costosi, le banche e i vari soggetti creditori possono diventare più esigenti e più scrupolosi. Si tende in pratica a prestare di meno o a richiedere maggiori garanzie, per ridurre il rischio di insolvenza.
Dato che l’inflazione non è mai un problema che riguarda un singolo Paese, anche se l’Italia sembra negli ultimi mesi più forte a livello economico e finanziario, lo spettro di una ricaduta nell’aumento generalizzato e prolungato dei prezzi dei beni e dei servizi non è stato del tutto esorcizzato. A fine 2024, per esempio, in Germania si è tornati a parlare di pericolo inflazione. E tale situazione potrebbe influenzare l’economia globale e, ancora prima, europea.
La BCE ha operato vari tagli ai tassi di interesse durante il 2024 e potrebbe operare un’altra sforbiciata nei prossimi mesi. E visto che i tassi d’interesse cominciano a stabilizzarsi e addirittura a diminuire, gli analisti prevedono che nell’Eurozona si assisterà presto a una ripresa della domanda di prestiti. Tutto ciò deve però essere supportato da una ripresa dell’economia, con una crescita dei salari e una diminuzione della disoccupazione. E, invece, allo stato attuale, anche in Italia sembra tutto fermo. I tagli operati dalla BCE potrebbero insomma non bastare da soli a stimolare la domanda di credito dopo il periodo nero dovuto all’inflazione.
Per difendersi dai costi in rialzo dei finanziamenti, prima di richiedere un prestito, è fondamentale imparare a organizzarsi. Come? Fissando un budget e un piano per valutare la propria capacità di rimborso e trovare eventuali spese inutili da tagliare. Inoltre conviene imparare a guardare al di là dei canali di credito tradizionali e optare per soluzioni più flessibili, in base alle proprie esigenze. Per esempio prendendo in considerazione i prestiti online, come quelli offerti da prestiti.com.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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