
Ottieni un finanziamento non vincolato all'acquisto di beni o servizi.
Anche nel 2025, i fringe benefit concessi ai dipendenti includono possibili rimborsi degli interessi del mutuo dell’abitazione principale.
Secondo la Legge di Bilancio 2025, le somme rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento degli interessi sul mutuo relativo alla prima casa sono esenti da tassazione fino a un limite massimo di 1.000 euro annui per i lavoratori senza figli a carico e 2.000 euro annui per i lavoratori con figli a carico.
Nel nostro Paese il rimborso degli interessi del mutuo della prima casa è regolato da specifiche disposizioni normative. Secondo l’art. 51 comma 3 del TUIR, “non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore nel periodo d’imposta a lire 500.000; se il predetto valore è superiore al citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito”.
Tale norma, i cui riferimenti economici sono stati ovviamente aggiornati, rappresenta la base giuridica attraverso cui al datore di lavoro è permesso erogare ai propri dipendenti “compensi in natura”, cioè benefit. Aiuti che, fino a un certo importo, sono esenti da imposte e contributi.
Fino al 2022, cioè prima delle novità introdotte dal Decreto Aiuti-bis (del 9 agosto 2022), rientravano tra i fringe benefit solamente beni in natura o servizi. Buoni pasto, buoni per il carburante, telefono aziendale, auto, abitazione, buoni spesa, regali per le feste, eccetera. E non era dunque possibile che i benefit si esplicassero sotto forma economica: dovevano essere beni o servizi, non risarcibili in denaro. Nel 2022, per la prima volta, è stata data possibilità ai datori di lavoro di riconoscere un importo in denaro esentasse, a titolo di rimborso, a fronte delle spese sostenute dal dipendente per utenze domestiche. Quindi per le bollette del gas, della luce e dell’acqua. Quindi, nel 2024, tale possibilità si è estesa anche al rimborso per mutuo e affitto della casa.
Per prima casa si intende l’abitazione principale posseduta o detenuta, sulla base di un titolo idoneo, dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari, dove il nucleo familiare dimori abitualmente. A condizione che costoro ne sostengano effettivamente le relative spese.
Sono esenti anche le spese di mutuo non intestate al lavoratore purché riguardanti l’immobile in cui risiede abitualmente. Per le spese di affitto si intende invece il canone risultante dal contratto di locazione regolarmente registrato e pagato. E anche in questo caso è possibile ottenere un rimborso. O meglio, un importo in denaro esentasse per il rimborso dei queste spese. Già nel 2024, l’importo esente da tassazione è stato elevato fino a 1.000 euro annui per i lavoratori senza figli a carico. E a 2.000 euro annui per i lavoratori con figli a carico. Tali cifre sono state confermate nel 2025.
Il datore di lavoro può erogare il rimborso in due modi. Il primo: con un pagamento diretto all’istituto di credito: in questo senso, l’azienda può pagare direttamente l’istituto di credito in cui è stato sottoscritto il mutuo. E il secondo, più comune: un rimborso al dipendente dopo che questi ha presentato tutta la documentazione opportuna.
Dunque, per legge, i lavoratori possono ricevere un rimborso fino agli importi citati, senza che l’aiuto economico sia soggetto a tassazione. Ovviamente il fringe benefit non è obbligatorio: è concesso a discrezione del datore di lavoro. In relazione alle somme ricevute dal lavoratore dipendente per il rimborso dei canoni di locazione o degli interessi del mutuo, non possono essere richieste le relative detrazioni.
Queste spese, essendo oggetto di rimborso, non possono infatti essere considerate effettivamente sostenute. Di conseguenza il dipendente non potrà esibire tali spese al proprio commercialista o al CAF in occasione della dichiarazione dei redditi. Oggi Il rimborso degli interessi del mutuo dell’abitazione principale è dunque uno dei fringe benefit più comuni. Ma non è ovviamente l’unico tipo di rimborso che può essere erogato ai dipendenti.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
Banche e finanziarie sembrano alquanto refrattarie nel ...
Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare d...
Prestiti.com proprietà di WEB 365 Srl – Piazza Tarquinia 5 – 00183 Roma RM – P.Iva IT12279101005 – info@prestiti.com