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L’ipoteca giudiziale è uno strumento giuridico assai importante, fondamentale per garantire il pagamento di debiti o l’adempimento di obbligazioni. Ecco come funziona e perché è così rilevante nel settore dei finanziamenti.
L’ipoteca giudiziale nasce da una sentenza o da un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Una pronuncia che stabilisce l’obbligo per una persona (il debitore) di pagare una certa somma di denaro o di adempiere a un’altra obbligazione.
Ottenuta la sentenza, il creditore può poi richiedere l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale sui beni immobili del debitore. Ciò deve avvenire presso l’Ufficio dei Registri Immobiliari. La caratteristica più importante dell’ipoteca è appunto la pubblicità. L’effetto della sentenza va reso noto al pubblico. La notorietà dell’atto funziona infatti come una forma di tutela nei confronti di tutte le persone interessate al bene ipotecato.
Per il creditore, l’ipoteca giudiziale è una garanzia diritto reale sui beni ipotecati. Di fatti, se il debitore non adempie all’obbligo, il creditore può espropriare i beni e venderli per recuperare il credito. Ovviamente l’intera procedura prevede un costo. L’iscrizione in sé comporta l’obbligo di un versamento di un’imposta pari al 2% dell’importo per cui si richiede l’atto. A tali tasse si somma poi l’imposta di bollo e la tassa ipotecaria.
La fattispecie ha una durata di vent’anni, ma può essere rinnovata prima della scadenza. Si estingue quando il debitore paga il debito. Ciononostante, non viene automaticamente cancellata dal registro pubblico. Se non va incontro a cancellazione, cambia nome: da giudiziale diventa un’ipoteca formale.
La cancellazione dell’ipoteca è importante per ridare valore all’immobile. Per un acquirente, sapere che l’ipoteca è cancellata significa infatti che il debito che pesa sulla casa è stato pagato e che dunque l’acquisto è sicuro.
La cancellazione avviene in vari casi. Con il pagamento del debito e degli interessi. Quando la proprietà su cui pende l’ipoteca è stata distrutta. Se il creditore rinuncia per iscritto al credito. Oppure se la proprietà è venduta forzatamente.
Creditore e debitore devono in ogni caso recarsi da un notaio per ufficializzare il pagamento e la rinuncia all’ipoteca. A quel punto, un giudice dichiarerà che l’ipoteca è cancellata perché l’obbligo è stato soddisfatto. E, anche in questo caso, bisogna mettere in conto dei costi… Il debitore deve pagare 94 euro per gli oneri di cancelleria e le tasse, più lo 0,5% del debito originario.
Non ogni tipo di finanziamento comporta il rischio di un’ipoteca giudiziaria. Come abbiamo spiegato, tale fattispecie è generalmente legata a situazioni in cui un debitore non riesce a rispettare gli obblighi di pagamento stabiliti da una sentenza o da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Il finanziamento a rischio è quello del mutuo ipotecario, quando l’immobile acquistato viene dato in garanzia con un’ipoteca volontaria. Se si fallisce nel pagamento di un prestito personale e il creditore ottiene una sentenza contro il debitore, è oggi raro che venga richiesta un’ipoteca giudiziaria sui suoi beni.
Più comune è invece che le aziende possano subire un’ipoteca giudiziaria se non pagano debiti commerciali stabiliti da una sentenza. Infine c’è l’ipoteca legale, che può essere richiesta in determinati casi come stabilito dall’articolo 2817 del Codice Civile. E può essere anche iscritta contro la volontà del debitore, per esempio quando il venditore di un immobile non è pagato dall’acquirente.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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