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Ecco come comportarsi in caso di decesso di uno dei contraenti di un mutuo cointestato… Tutti i passaggi formali da seguire e le varie opzioni disponibili.
Gli step fondamentali sono tre. Il primo passaggio è quella della notifica del decesso. Il contraente sopravvissuto deve informare il creditore che uno dei due mutuatari del contratto cointestato per l’acquisto della casa è morto. In questo senso, è doveroso fornire il certificato di morte e altri documenti richiesti.
A quel punto, si passa alla verifica del contratto. Diventa infatti fondamentale capire se l’accordo tra creditore e debitore presenta delle clausole relative alla fattispecie, ovvero al decesso di un cointestatario. Per esempio, è importante capire se esistono polizze assicurative legate al mutuo che coprono il debito in caso di decesso.
Il terzo passaggio interessa gli eredi, che devono presentare alla banca o al creditore i documenti di successione e formalizzare il trasferimento del debito. Si tratta del cosiddetto accollo. Se è stata stipulata una polizza assicurativa sulla vita collegata al mutuo, l’assicurazione coprirà però il debito residuo e non ci sarà bisogno dell’accollo.
In questo caso, la banca si rivolgerà direttamente all’assicurazione per ottenere il pagamento, liberando gli eredi dal mutuo. In caso contrario, gli eredi possono decidere di accollarsi il debito e continuare a pagare le rate subentrando nei diritti e doveri del defunto. L’accettazione dell’eredità comporta però anche il pagamento delle imposte di successione. Ecco perché gli eredi del defunto devono presentare una dichiarazione di successione e pagare le relative tasse. Anche se è pure possibile beneficiare di alcune agevolazioni fiscali, soprattutto se l’immobile ereditato è destinato a diventare prima casa.
Gli eredi possono altresì decidere di estinguere anticipatamente il finanziamento. Una scelta che può avere senso se il debito residuo è basso. Oppure possono rinunciare all’eredità, liberandosi così dal debito. Ma, in questo caso, l’immobile verrà venduto all’asta e il creditore avrà soddisfazione dal ricavato della vendita.
In generale, è sempre bene studiare con attenzione il contratto di mutuo per valutare tutte le clausole e le responsabilità dei cointestatari. Bisogna dunque controllare se ci sono polizze assicurative legate al finanziamento che potrebbero coprire il debito in caso di decesso di uno dei cointestatari.
Si tratta poi, nel caso, di affrontare la regolarizzazione dell’accollo del mutuo. Dopo aver presentato i documenti di successione alla banca e aver firmato eventuali accordi, gli eredi devono regolarizzare l’accollo del mutuo con il creditore. Un processo che implica la formalizzazione del trasferimento del debito agli eredi.
A livello fiscale, l’Agenzia delle Entrate, ha chiarito come ci si deve comportante in caso di successione dopo il decesso di uno dei contraenti del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale… In caso di successione, la detrazione degli interessi del mutuo spetta agli eredi, compreso il coniuge superstite. Ma, per ottenere la detrazione, gli eredi devono comunque regolarizzare l’accollo del mutuo e soddisfare gli altri requisiti previsti.
Poi, finché non vengono apportate modifiche contrattuali sull’intestazione del mutuo, tutti gli eredi rimangono debitori. Se un solo erede paga l’intera quota del mutuo, può detrarre gli interessi a condizione che ci sia un accordo tra gli eredi che chiarisca chi e come si assume l’obbligo del pagamento.
La banca deve attivarsi per ottenere informazioni relative al possesso dei requisiti da parte dell’erede. Se la banca non riesce a verificare se l’immobile sia l’abitazione principale per l’erede cointestatario, il campo 22 deve essere impostato con il valore “0”. Il campo è quello del tracciato del mutuo. Questo afferma la circolare n. 7/E del 2018 dell’AdE.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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