
Ottieni un finanziamento non vincolato all'acquisto di beni o servizi.
Un conto vincolato è una particolare tipologia di conto deposito in cui il capitale viene bloccato per un periodo prestabilito. A quale scopo?
Il cliente accetta di farsi bloccare l’investimento in cambio di una remunerazione più elevata rispetto ai conti non vincolati. In pratica, il vincolo del capitale dà garanzia di un guadagno maggiore. Le cifre? Non è possibile indicarle, dato che il denaro, bloccato per un periodo di tempo specifico, crea beneficio economico sotto forma di interessi proprio a seconda della durata del vincolo. Ci sono contratti che prevedono vincoli di alcuni mesi e altri che variare prevedono un blocco di diversi anni.
Per premiare il vincolo, la banca o il creditore in generale offrono dunque un tasso di interesse più elevato rispetto ai conti correnti o ai conti non vincolati. Gli interessi, però, possono essere pagati in vari modi. In anticipo, posticipati o in un’unica soluzione alla scadenza. Possono anche essere distribuiti tramite rate mensili o trimestrali.
Bisogna tuttavia fare attenzione alla tassazione. Gli interessi attivi sono soggetti a un’aliquota fiscale del 26%. Inoltre, bisogna anche corrispondere l’imposta di bollo. I conti vincolati sono concessi da tantissime banche. E ogni banca può offrire condizioni differenti. Quindi un tasso di interesse più o meno alto, una durata del vincolo più o meno estesa e una modalità di liquidazione degli interessi più o meno flessibile.
Prima di optare per un vincolo è perciò importante confrontare le offerte dei diversi creditori, per trovare quella che meglio si adatta alle proprie esigenze finanziarie. Bisogna anche essere consapevoli delle vere differenze fra un conto corrente ordinario e uno vincolato.
Il conto ordinario offre maggiore disponibilità di capitale. Il denaro, con questa soluzione, è disponibile in qualsiasi momento, senza restrizioni. Ma gli interessi maturati sono in genere bassi o nulli. Quasi tutti i consumatori hanno familiarità con questo tipo di conto, proprio perché si tratta di uno strumento utile nel quotidiano. Il conto corrente standard può essere utilizzato per operazioni comuni come pagamenti, acquisti, bonifici…
La sua caratteristica più importante è la flessibilità. Permette al consumatore di gestire il capitale disponibile in piena libertà, senza vincoli temporali. Per contro, il conto vincolato rivela una disponibilità molto limitata. Il denaro è bloccato per un periodo di tempo prestabilito (da mesi ad anni) e non può essere prelevato senza subire penalità o trattenute.
Questo limite è equilibrato dagli interessi maturati, che sono in genere più alti rispetto a quelli garantiti dai conti ordinari. Ovviamente, un conto del genere non è pensato mai per operazioni quotidiane. Si tratta di uno strumento scelto per investimenti a medio-lungo termine.
E quale di questi due strumenti conviene di più? Difficile dirlo: dipende dalle proprie esigenze finanziarie. Chi necessita di maggiore disponibilità e flessibilità dovrebbe orientarsi verso un conto ordinario. Chi non ha bisogno di pescare dai fondi archiviati nel conto ma vuole che il denaro investito abbia un rendimento più o meno alto dovrebbe invece scegliere una soluzione vincolata.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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