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Chi ha stipulato un mutuo prima del 2005 con un tasso variabile legato all’Euribor e ritiene di aver pagato più del dovuto potrebbe ottenere un risarcimento.
Se, a causa del metodo di calcolo degli interessi, la rata del mutuo appare oggi poco sostenibile, il consumatore potrebbe valutare la possibilità di chiedere un risarcimento. Ovviamente con il supporto di un legale o di un consulente specializzato. Bisogna però, innanzitutto, quantificare l’eccesso di interessi versati nel corso degli anni.
In alcuni casi, il metodo utilizzato per calcolare il tasso variabile (legato all’Euribor) non è stato trasparente o correttamente applicato. Di conseguenza molti mutuatari hanno subito un addebito di interessi in eccesso rispetto a quanto effettivamente dovuto. Alcune banche hanno infatti applicato formule o metodologie di calcolo per il tasso variabile poco chiare. O non in grado di garantire piena trasparenza e conformità alle regole previste.
Dopo varie denunce, la giustizia italiana ha di fatto riconosciuto che i mutuatari potevano essere stati penalizzati. Oggi, di conseguenza, è molto difficile che il finanziatore possa applicare metodi di calcolo squilibrati. E per tutti coloro che hanno già subito un torto si è aperta la strada del risarcimento. Un tentativo finalizzato al recupero della somma pagata in eccesso.
Se il tasso applicato e il calcolo degli interessi hanno portato il mutuatario a pagare troppo, cioè di più rispetto a una modalità di calcolo che fosse considerata più corretta, tale eccesso può quindi essere oggetto di richiesta di risarcimento.
Il tasso di interesse dei mutui è determinato dall’Euribor. Si tratta di un acronimo che sta per Euro Inter Bank Offered Rate. Un riferimento che viene calcolato facendo una media fra i tassi delle principali banche europee quando, fra loro, avvengono degli scambi di liquidità.
Con la sentenza della Corte di Cassazione del dicembre 2023 è stato dichiarato nullo il tasso di interesse determinato in base all’Euribor nel periodo tra il 2005 e il 2008 a causa di una manipolazione dello stesso a opera di quattro istituti di credito esteri. Gli istituti in questione sono Barclays plc, Deutsche Bank, Société Générale e la Royal Bank of Scotland.
Tutti i consumatori danneggiati, anche con il supporto di associazioni di categoria, possono oggi attivare una causa di risarcimento. Il riferimento temporale è il 2005 perché da quella data in poi le modalità di calcolo sono state in alcuni casi riviste. Quindi, quando il mutuo è stato stipulato prima di quella data, c’è una maggiore possibilità che il metodo usato possa essere contestato alla luce delle evoluzioni normative e delle sentenze successive. Un esempio? Chi nel 2005 ha pagato le rate del mutuo, legato all’Euribor, con il tasso del 6,54%, potrebbe chiedere un rimborso. Calcolando, o meglio ricalcolando, le rate al 2,66%.
Per rendersi conto del torto subito è fondamentale esaminare il contratto di mutuo e tutta la documentazione relativa al finanziamento. Bisogna poi confrontare il metodo di calcolo utilizzato nel mutuo sospetto con quelli considerati corretti dalla giurisprudenza. A questo punto, in caso di dubbio, è meglio affidarsi a un supporto esterno. Un esperto come un avvocato specializzato che possa effettuare una valutazione tecnica e legale della situazione.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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