
Ottieni un finanziamento non vincolato all'acquisto di beni o servizi.
Quando si tratta di arredare casa è meglio affidarsi a un finanziamento nel mobilificio o chiedere un prestito personale?
Un tempo era difficile sentir parlare di prestiti per l’arredamento: per arredare casa ci si accordava con il venditore, sperando che fosse disposto a concedere un pagamento a rate. Da qualche anno, invece, è emersa anche la fattispecie del credito rivolto a chi desidera ammobiliare la propria casa senza però scendere a troppi compromessi.
Tale forma di finanziamento consente ai consumatori di personalizzare i propri spazi abitativi. E poco importa secondo quale importo. Contano di più le esigenze di chi arreda e non vuole affrontare il peso economico di un pagamento unico. Che si tratti di un restyling completo o di piccoli miglioramenti, il prestito per arredare casa offre di norma una flessibilità che punta ad assecondare le dinamiche attuali del mercato. Le persone spendono per migliorare l’arredamento perché hanno desiderio di vivere in ambienti confortevoli e belli, chiedono finanziamenti per farlo, e gli enti creditizi sono pronti a rispondere a tali richieste.
Le finanziarie funzionano in base all’offerta del venditore. Il consumatore sceglie ciò che gli interessa, acquista e firma un contratto per la dilazione del pagamento che, una volta approvato, determina la consegna dei mobili e il pagamento della prima rata. Che di norma scatta a partire dal mese successivo.
Con il prestito personale chi vuole arredare casa deve scegliere ciò che vuole acquistare (cioè i componenti dell’arredo), fa un calcolo per determinare il prezzo totale della spesa e, in base alla cifra ottenuta, chiede un prestito. Tale finanziamento è collegato anche alla possibilità di scegliere la soluzione più congeniale alle proprie esigenze.
Il prestito per arredare casa rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati o personali. Per gli enti creditizi va invece classificato come richiesta relativa all’esigenza abitativa. Gli italiani sono soliti chiedere prestiti anche per un solo componente dell’arredo. Se serve la cucina nuova, cercano un prestito per la cifra corrispondente alla spesa. Lo stesso per il divano in salotto, la libreria nello studio, il letto nuovo e più comodo o l’armadio più capiente. Più raramente si chiede un prestito unico per arredare più stanze o tutta la casa.
L’investimento che richiede un intervento di arredo è molto più contenuto rispetto a un mutuo per ristrutturare, ed è per questo che il più delle volte basta chiedere il prestito personale. Per gli enti creditizi si tratta di un finanziamento a basso profilo di rischio. In questo senso, la concessione non è complicata.
Ma conviene davvero scegliere un prestito personale rispetto a sfruttare le possibilità offerte dalle finanziarie? I prestiti personali offrono maggiore flessibilità nell’uso del denaro. Possono quindi essere utilizzati per vari scopi, incluso l’arredamento. Il più delle volte rivelano tassi di interesse fissi e termini di rimborso che variano da dodici agli ottantaquattro mesi. Il vantaggio principale sta che non devi giustificare l’utilizzo del denaro.
I finanziamenti tramite finanziarie per l’arredamento sono spesso offerti direttamente dai negozi di mobili o tramite istituti di credito convenzionati. Possono includere offerte promozionali come tassi di interesse zero per un periodo introduttivo o comodi piani di pagamento rateali. Ma si rivelano davvero convenienti solo se si ha bisogno di comprare più mobili e se si hanno le idee chiare su quando, dove e come farlo. Per spese più libere, è sempre meglio il prestito.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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