
Ottieni un finanziamento non vincolato all'acquisto di beni o servizi.
Si torna a discutere di nullità del mutuo per carenza di istruttoria. Il decreto del Tribunale di Piacenza…
Con un decreto dell’8 gennaio 2025, il Tribunale di Piacenza ha dichiarato nullo un mutuo concesso senza un’adeguata analisi creditizia. La sentenza rivela quindi cosa succede se una banca presta dei soldi senza compiere una valutazione del merito creditizio del richiedente.
Nel caso specifico, l’istituto di credito aveva erogato il finanziamento a un’impresa in evidenti e gravi difficoltà economiche senza verificare adeguatamente, tramite opportuna istruttoria, la sostenibilità del mutuo. E senza farsi presentare dai clienti un piano industriale o un programma di risanamento.
La sentenza è importante perché, dopo anni di relativa incertezza sulla fattispecie, ha sottolineato che l’istruttoria bancaria non è solo una pura formalità. La valutazione preliminare della capacità di rimborso del cliente, sia esso un privato o un’impresa, va dunque intesa come una prerogativa fondamentale. O, meglio, un requisito sostanziale e, come afferma il Tribunale del decreto, “non solo prudenziale”. Ergo, se manca l’istruttoria, decade la stessa causa del contratto.
Ecco perché, per legge, deve scattare la nullità. La normativa in questione è l’articolo 1418 del Codice Civile. Certo, rispetto ai mutuatari privati, ovvero coloro che cercano un finanziamento per comprare casa, le banche sono di solito molto più scrupolose. Difficilmente, un cliente sarà premiato con un contratto di mutuo se non presenta garanzie e non dà prove di solidità creditizia. Ma il nuovo approccio della giurisprudenza è comunque molto importante per censurale tutti quei comportamenti poco consoni da parte dei creditori nei confronti delle aziende.
Non di rado, infatti, alla banca potrebbe convenire che l’impresa richiedente si indebiti fino a trovarsi con le spalle al muro. In generale, più alto è il debito contratto dall’azienda e più alti sono gli interessi che la banca può incassare. Per questo succede spesso che gli istituti di crediti continuino a finanziare le impresa in difficoltà. Anche perché, le imprese sono spesso costrette a concedere in garanzia beni immobili, azioni oppure altri asset. E quando l’impresa fallisce, la banca recuperare prendendo il controllo del bene ipotecato.
La sentenza di Piacenza parla di una violazione “grave e manifesta”. E, infatti, quando avviene la concessione di un credito a un’impresa già in stato di decozione abbiamo a che fare con una violazione dei principi fondamentali di prudenza e diligenza.
Ecco perché se una banca concede un mutuo a un’impresa in gravi difficoltà economiche senza verificarne il piano di risanamento, il contratto potrebbe essere dichiarato nullo. La concessione del credito senza valutazione istruttoria può assumere altresì i tratti di un illecito penale. Specie se l’operazione aggrava il dissesto di un’impresa già compromessa. Lo stesso, ovviamente, vale in teoria anche per un privato a cui viene concesso un mutuo senza controllare adeguatamente il suo reddito o patrimonio. In generale, la nullità non tutela solo il debitore. Ha senso nell’interesse generale. Cioè per dare ordine e chiarezza a tutto il mercato del credito.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
Si parla di anatocismo quando gli interessi possono pro...
Chiunque abbia voglia o necessità di chiedere un prest...
Prestiti.com proprietà di WEB 365 Srl – Piazza Tarquinia 5 – 00183 Roma RM – P.Iva IT12279101005 – info@prestiti.com