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Può accadere che il garante di un mutuo perda la propria solidità finanziaria o che muoia. In tali casi si può procedere a una sua sostituzione.
Se il garante non è più in grado di offrire le giuste assicurazioni al finanziatore come fideiussore del mutuo, il debitore principale (ovvero il titolare del contratto) deve innanzitutto informare la banca e organizzare con essa una nuova strategia. Un piano volto a non far decadere i presupposti che hanno portato al finanziamento.
Il creditore potrebbe dunque aprire all’ipotesi della sostituzione del fideiussore, ma solo in presenza di un nuovo garante che soddisfi tutti i requisiti di affidabilità economica. In linea di massima, un garante non può mai tirarsi indietro. Non può dunque decidere di non voler più assumersi l’onere di dover rispondere legalmente e finanziariamente agli obblighi sul mutuo. Di conseguenza, se un garante vuole essere sollevato dalle proprie responsabilità deve far sì che il mutuatario principali trovi un sostituto.
In alternativa, il garante può tirarsi indietro, con il beneplacito della banca, qualora il titolare del mutuo abbia finalmente raggiunto una posizione finanziaria sufficientemente solida. In questi casi, infatti, si potrebbe procedere alla rimozione del garante con una sostituzione o una surroga del mutuo. Un nuovo contratto in cui non sia più inclusa la figura del fideiussore.
Fondamentalmente, deve accadere che il titolare del mutuo possa disporre di maggiore solvibilità e di un migliore credit score. Oppure che subentri un nuovo soggetto in grado di offrire garanzie reddituali altrettanto solide o addirittura migliori.
Quando un soggetto si assume l’impegno di fare da fideiussore per il mutuo di qualcun altro, il vincolo si considererà sciolto solo quando il debito sarà estinto. Di conseguenza, anche in caso di decesso del garante e il debito non ancora saldato, gli obblighi di garanzia non saranno risolti.
L’onere di garanzia sarà trasmesso agli eredi del fideiussore. Ovviamente a patto che questi accettino l’eredità. Nel caso in cui lo facessero con beneficio di inventario, la banca potrà richiedere loro il pagamento di eventuali rate non pagate per un importo complessivo non superiore al valore dell’eredità. Sempre senza andare a intaccare il patrimonio personale dell’erede.
In generale, il processo di sostituzione del garante è regolato dal contratto di fideiussione e dalle politiche interne dell’ente finanziatore. Quindi, non ci sono regole precise e comuni. Bisogna partire sempre da un confronto trasparente con il creditore, in modo da poter trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti in gioco.
L’articolo 1936 del Codice Civile definisce la fideiussione come l’impegno del garante a garantire l’adempimento di un’obbligazione altrui. Ma la possibilità di sostituire il garante deve essere prevista nel contratto di mutuo. Se non è specificata, il creditore può decidere se accettare o meno la sostituzione.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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