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Il rinnovo di un finanziamento con cessione del quinto, secondo la normativa vigente, può essere fatto solo dopo aver pagato almeno il 40% delle rate. Questo nel caso in cui il finanziamento duri più di sei anni.
È poi necessario che siano trascorsi almeno due anni di rimborsi per i contratti quinquennali e almeno quattro anni per i contratti decennali. Tale limite è fondamentale. Col rinnovo del prestito, infatti, il finanziatore mette sì a disposizione del richiedente nuove somme ma espone anche il cliente a un maggiore pericolo di indebitamento. Il rinnovo della cessione del quinto implica infatti che il debito duri più a lungo e che il lavoratore riceva uno stipendio decurtato per più tempo.
Per questo è sempre consigliabile pensarci bene prima di risolversi per un rinnovo della cessione del quinto. Bisogna prestare particolare attenzione quando si subisce l’insistenza da parte del creditore stesso o di agenti e intermediari. Per difendersi da possibili abusi conviene richiedere sempre chiarimenti sul finanziamento in sé e sugli anticipi offerti. In particolare, se il rinnovo della cessione del quinto viene proposta prima di aver pagato il 40% delle rate potrebbe esserci sotto qualcosa di ambiguo da cui difendersi.
In questo caso, infatti, una parte del nuovo finanziamento verrà utilizzata per estinguere quello precedente e quindi non sarà erogata al richiedente per fronteggiare i propri bisogni. In ogni caso, va considerato che il cliente può sempre rinnovare il prestito con una banca o una finanziaria diversa da quella che gli ha concesso il primo prestito.
In questo senso è bene valutare se altri creditori sono in grado di offrire condizioni più vantaggiose. L’indicatore da considerare con la cessione del quinto è il TAEG. E nel caso in cui si abbia il dubbio che i propri diritti siano stati violati è sempre possibile presentare un reclamo alla banca o alla finanziaria. Il creditore è tenuto per legge a rispondere nel merito entro sessanta giorni. E se non si è soddisfatti dalla reazione del creditore si può sempre far ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.
La regola generale per rinnovare la cessione del quinto prevede che sia possibile solo dopo aver rimborsato almeno il 40% del prestito originario. Tuttavia, c’è un’eccezione importante da considerate. Se la durata del prestito è pari o inferiore a cinque anni (quindi a sessanta mesi), è infatti possibile chiedere il rinnovo in qualsiasi momento.
Per ottenere un nuovo prestito, occorre che la durata del nuovo prestito sia di centoventi mesi, cioè dieci anni. Si tratta della durata massima consentita per questo tipo di finanziamento. Serve poi che il nuovo prestito sia il primo prestito a lungo termine richiesto dal cliente.
Di conseguenza, per una cessione del quinto con durata da due a cinque anni, il rinnovo della cessione del quinto è sempre consentito con un nuovo contratto di centoventi mesi. Per una cessione del quinto con durata da sei a dieci anni, il rinnovo è possibile solo dopo aver rimborsato il 40% del debito.
Volendo fare un esempio, per un prestito di dieci anni, il rinnovo è possibile dopo quattro anni e quarantotto rate rimborsate. Il rinnovo della cessione del quinto è regolato dall’articolo 39 del D.P.R. 180/1950. Secondo la normativa aggiornata, ogni rinnovo comporta l’estinzione del contratto precedente e la stipula di un nuovo accordo… E questo significa che le condizioni di rimborso possono essere ridefinite. Ovviamente, il rinnovo può comportare pure l’applicazione di penali di estinzione per il finanziamento in corso e ulteriori spese per l’attivazione della nuova cessione.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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