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In Italia c’è un problema di inefficienza energetica degli immobili. Lo strumento più adeguato, a oggi, per poter risolvere queste situazione critica è il prestito.
Secondo i dati del SIAPE, il sistema informativo sugli attestati di prestazione energetica, almeno il 45% degli immobili certificati nel 2023 è obsoleto ed energivoro. Cioè rientra nelle due ultime categorie energetiche, la classe F o quella G. Si tratta delle classi peggiori in termini di efficienza energetica. Alla luce della Direttiva UE sulle Case Green (il cui nome completo è EPBD, ovvero Energy Performance of Buildings Directive), l’Italia si trova dunque in una posizione assai scomoda.
L’Unione Europea ha infatti deciso di imporre alcune scadenze ai Paesi membri. Il progetto è quello di migliorare quanto prima l’efficienza energetica degli edifici e ridurre le emissioni di gas serra. Entro il 2030, tutti gli Stati dell’UE dovranno, secondo il disegno UE, ridurre il consumo energetico degli edifici residenziali del 16%. Ciò comporta che molti edifici residenziali dovranno essere ristrutturati per adeguarsi ai nuovi standard.
Ecco perché l’inefficienza energetica degli edifici non ha un impatto negativo solo sull’ambiente. Rappresenta un male economico per le famiglia (per via dei costi delle bollette energetiche). E può trasformarsi anche in un rischio per ciò che concerne il rispetto della direttiva Case Green. In pratica, è molto probabile che tra cinque anni tutti gli edifici con una classe energetica troppo bassa saranno considerati fuori mercato. Il pericolo principale è appunto quello di una svalutazione.
Per affrontare questo problema, sono stati introdotti già molti incentivi. Come per esempio il Superbonus 110%. I risultati di tali misure non hanno però portato a risultati davvero positivi. La maggior parte degli immobili residenziali in Italia è ancora da migliorare. Con l’inefficienza energetica di una parte importante del patrimonio edilizio italiano bisogna quindi attivarsi per trovare una soluzione. Da parte del Governo non sono arrivati nuovi bonus atti a sostenere i progetti di ristrutturazione.
E adeguarsi alle nuove normative europee potrebbe rivelarsi molto costoso per le famiglie italiane. Le ristrutturazioni necessarie per migliorare l’efficienza energetica degli edifici potrebbero comportare investimenti importanti. Ecco perché stanno trovando sempre più spazio i cosiddetti mutui green e i prestiti ad hoc. Finanziamenti per poter portate avanti progetti di miglioramento delle prestazioni energetiche delle case.
Secondo recenti studi, come abbiamo detto, circa metà delle case in Italia risultano energeticamente inefficienti. E il problema non può essere più ignorato. Molte case sono infatti caratterizzate da un isolamento inadeguato, infissi non performanti e impianti di riscaldamento obsoleti. Di conseguenza, il consumo di energia per il riscaldamento e il raffreddamento risulta eccessivo.
Con una ristrutturazione adeguata, invece, è possibile rendere subito l’immobile più efficiente. Si tratta quindi di poter avere una casa che consuma meno energia e di poter affrontare costi mensili ridotti per le bollette. Un buon isolamento ed efficienti sistemi di riscaldamento e raffreddamento efficienti garantiscono poi un ambiente domestico più confortevole e valorizzano l’immobile.
Per affrontare il problema dell’inefficienza energetica, bisogna però in molti casi mettere in conto interventi invasivi. Come per esempio la sostituzione degli infissi, l’installazione di pannelli solari o l’aggiornamento degli impianti di riscaldamento. Ed è proprio qui che entra in gioco l’importanza dei prestiti specifici per l’efficienza energetica. Oggi banche, finanziarie e altri creditori offrono soluzioni di finanziamento a tassi agevolati per chi desidera migliorare la prestazione energetica della propria abitazione.
Simili prestiti sono utili per coprire i costi iniziali delle ristrutturazioni senza gravare immediatamente sul bilancio familiare. E, con i risparmi che si otterranno poi sulle bollette energetiche, non è escluso che le famiglie possano arrivare a ripagare il prestito nel corso degli anni.
Va anche ricordato che, in molti casi, migliorare l’efficienza energetica consente di usufruire di incentivi fiscali e bonus. E se dalla politica non arrivano risposte concrete, è comunque il caso di attivarsi, per non restare con le mani in mano e far svalutare la propria abitazione. Più voci hanno già chiesto al Governo di intervenire. Servono sostegni reale per la riqualificazione degli immobili. Senza, sarà complicato raggiungere l’obiettivo, indicato dalla direttiva UE, di ridurre il consumo energetico del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, fino alle emissioni zero nel 2050.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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