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Tre strategie utili per la gestione del debito: regolamento, cancellazione e consolidamento… Ecco in cosa si distinguono.
Si parla di regolamento laddove il debito possa essere corrisposto al creditore dopo la negoziazione di un nuovo finanziamento, con tasso di interesse modificato, oppure con un capitale inferiore. Il tutto per poter in qualche modo ridurre l’onere complessivo dei pagamenti. La cancellazione del debito avviene invece nel momento in cui l’obbligo ad adempiere una determinata prestazione a vantaggio del creditore svanisce per estinzione parziale o totale del dovuto. Il consolidamento, infine, è quel tipo di prodotto finanziario che permette al debitore di assolvere vari debiti in essere (finanziamenti, mutui, prestiti finalizzati) stipulando un nuovo prestito, unico e distinto.
Queste tre strategie vanno intese come strumenti utili per affrontare il debito, ma ognuna di esse determina un effetto diverso sulla situazione finanziaria del debitore. La scelta del percorso da dover intraprendere andrebbe quindi ben ponderata. Possibilmente partendo da un’attenta analisi della situazione contingente, delle offerte disponibili e degli obiettivi a lungo termine.
Il regolamento del debito, inteso come processo con cui si negozia una riduzione del tasso di interesse o il capitale del debito, può di certo apparire come una delle soluzioni più interessanti. In teoria, siamo di fronte a una strategia che promette una riduzione significativa dell’onere complessivo del debito. Ciò è possibile grazie a dei pagamenti mensili più gestibili. Il problema è che non tutti i creditori sono disponibili a concedere dei regolamenti. Di norma, la fattispecie è utilizzata come extrema ratio da coloro che si trovano in seria difficoltà e cercano una via per evitare il fallimento. Lo svantaggio evidente del regolamento sta nel fatto che può influire negativamente sul punteggio di credito. Inoltre potrebbe comportare tasse sui debiti cancellati.
Con la cancellazione del debito, si elimina una parte o la totalità del debito liberando quindi il debitore dall’obbligo di pagare. Ovviamente c’è bisogno di un aiuto dall’alto… Raramente ci si può affidare al supporto di un programma governativo. Dunque, le opzioni più probabili rimandano a un accordo speciale con i creditori o a una procedura legale (per esempio un ricorso) in grado di determinare la sospensione o la cancellazione del debito. Tuttavia, è importante notare che la cancellazione del debito può avere implicazioni fiscali e influire sul punteggio di credito dell’individuo. Anche in questo caso, la strategia potrebbe avere implicazioni fiscali spiacevoli e determinare negativamente il punteggio di credito.
Il consolidamento dei debiti è una strategia più diffusa e comune. Istituto di credito ordinari e finanziarie sono in genere referenti disposti a concedere un nuovo prestito per assolvere i debiti correnti. Questo nuovo prestito ha senso se rivela un tasso di interesse più basso e condizioni di pagamento più favorevoli. O se riesce a rendere nel complesso più semplice la gestione del debito. Già il fatto di poter ridurre il numero di creditori con cui il debitore deve interagire è un passo in avanti…
Non bisogna però illudersi: il consolidamento non può in alcun modo ridurre l’importo totale del debito. Spesso viene concesso a fronte di garanzie. Inoltre, richiede sempre una buona gestione finanziaria da parte del debitore, per evitare di accumulare nuovi debiti. In generale, però, se il richiedente ha un buon punteggio di credito e una fonte di reddito stabile, ottenere un prestito di consolidamento non dovrebbe essere complicato. Di certo sarà più semplice rispetto alle altre due opzioni.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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