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Una buona notizia per chi sta pensando di acquistare casa o rifinanziare un mutuo esistente. Bankitalia parla infatti di tassi di interesse più bassi.
Si riapre una fase caratterizzata da un inferiore costo complessivo dei prestiti. Nonostante le previsioni non propriamente rosee che sono circolate per tutta la prima parte del 2024, i tassi cominciano a tornare a livelli più tollerabili. Per la seconda volta in pochi mesi, la Banca centrale europea ha deciso di tagliare i tassi d’interesse e c’è dunque attesa per un calo di 25 punti base. Tutto ciò dovrebbe portare il tasso sui depositi al 3,5%.
Un’ottima notizia per tutti coloro che stanno avendo a che fare con un mutuo a tasso variabile si tratta di una buona notizia: le rate dovrebbero scendere leggermente già a partire da ottobre. In generale, i pagamenti mensili saranno presto sensibilmente più gestibili e accessibili.
Già a luglio 2024 i tassi di interesse sui mutui alle famiglie comprensivi delle spese accessorie (TAEG) si sono collocati al 3,9%. E il dato esprime un calo minimo ma evidente, dato che a giugno erano a 4,02%. Lo si evince dal comunicato di Bankitalia inserito nella pubblicazione intitolata Banche e Moneta: serie nazionali. Si scopre così che la quota dei prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a un anno è stata del 9%, a fronte del 10% del mese di giugno.
È sceso anche il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo: a luglio, l’indice del costo del mutuo o del finanziamento comprensivo di tutte le spese si colloca al 10,51% (a giugno era al 10,29%). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono in lievissimo aumento: a luglio si arriva al 5,27% (con il dato a 5,26% nel mese precedente). Invece, i tassi per importi fino a un milione di euro sono arrivati al 5,57%. Per i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore al milione si galleggia sul 5,12 per cento.
Quanto ai tassi passivi sul complesso dei depositi in essere, il dato è pari all’1,01% (1,03% nel mese precedente). Tornando ai tassi medi dei finanziamenti, è comunque possibile parlare di un’inversione di tendenza che ha anticipato il taglio operato dalla BCE. I tassi sui mutui hanno continuato a diminuire per diversi mesi consecutivi fino a maggio (quando il tasso medio è arrivato al 3,61%). Dopo il rimbalzo di inizio estate, a luglio l’indice ha ripreso a calare. E i dati sono stati confermati ad agosto.
Ad agosto il tasso medio sui nuovi mutui si è collocato infatti al 3,44%, stabile rispetto a luglio 2024. Tale dinamica riflette anche una qualche ripresa dei mutui a tasso variabile. Il calo è chiaro rispetto al 4,42% di dicembre 2023.
Nei prossimi mesi, tutte le previsioni indicano che i tassi medi dei mutui continueranno a calare. La BCE, come annunciato, ha operato un nuovo taglio motivato dalla diminuzione dell’inflazione nell’Eurozona. Il tasso di rifinanziamento principale scenderà al 3,65%, il tasso di rifinanziamento marginale al 3,90% e il tasso sui depositi al 3,50%.
Com’è noto, l’Unione Europea, attraverso la BCE, monitora attentamente e con costanza l’andamento dei tassi di interesse per mantenere l’inflazione vicino al target stabilito del 2%. E l’inflazione attuale nell’Eurozona è al 2,2% (in Italia è all’1,1%): un livello compatibile con l’ulteriore taglio dei tassi attuato con la riunione del 12 settembre.
Bankitalia, sempre nella pubblicazione Banche e moneta: serie nazionali, segnala anche che nel mese di luglio i prestiti al settore privato sono diminuiti dell’1,6% sui dodici mesi (come era successo anche nel mese precedente). I prestiti alle famiglie si sono invece ridotti dello 0,6% sui dodici mesi (-1% nel mese precedente). Per i prestiti alle società non finanziarie la riduzione è del 3,9% (rispetto al -3,4% di giugno). I depositi del settore privato sono invece aumentati dell’1,1% (il dato era del 2,9% a giugno). Infine, la raccolta obbligazionaria è aumentata del 13,3% (14,8% in giugno).
E dunque? In definitiva si prospetta una rata più leggera già a settembre con ribassi fino a 85 euro entro metà 2025. Per l’anno prossimo, gli analisti si aspetto altri tagli da parte della BCE. E, come dimostrato, ogni taglio dello 0,25% riesce a dare gas all’intero settore.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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