
Richiesta prestito online, erogazione rapida.
L’Italia è chiamata ad adeguarsi al quadro europeo MiCAR e per questo impone nuovi obblighi ai VASP. Cosa cambierà per i proprietari di crypto e gli utenti di exchange.
Coloro che hanno confidenza con le criptovalute avranno già sentito parlare di VASP e CASP. Si tratta di due definizioni (una vecchia e l’altra nuova) per quegli operatori che offrono servizi di exchange o wallet provider con e su valute virtuali. VASP sta appunto per Virtual Asset Service Provider. Cioè per tutti quei sistemi o quegli operatori che lavorano nel settore crypto. Aziende che offrono servizi di trading, cambio e portafoglio virtuale.
E, in Italia, come al solito, il problema principale è che le regole stanno cambiando, e chi non si adeguerà alle nuove norme rischia di dover chiuder subito bottega! L’UE ha introdotto il regolamento MiCAR, che impone nuove regole più severe per tutte quelle realtà che lavorano nel settore crypto. Da noi, in attesa di un quadro normativo più chiaro, il Governo ha concesso un regime transitorio: i VASP già registrati possono continuare a operare fino al 30 giugno 2026, ma solo se provvederanno a due azioni fondamentali.
Per prima cosa dovreanno informare tutti i loro clienti entro il 30 settembre 2025 su cosa intendono fare. Cioè dovranno chiarire se vorranno adeguarsi ai nuovi obblighi o chiudere. Poi dovranno presentare una domanda di autorizzazione entro il 30 dicembre 2025. Se si adegueranno si trasformeranno in CASP. La sigla sta per Crypto-Asset Service Provider, ed è una nuova definizione introdotta dal Regolamento europeo MiCAR (UE 2023/1114), per indicare i VASP che rispettano i requisiti più stringenti e che si sono armonizzati nel comportamento a livello comunitario.
Molti VASP, a quanto pare, stanno ancora a zero. Per potersi adeguare devono avviare procedure, presentare documenti, assumere personale qualificato… Inoltre alcuni servizi crypto, come quelli legati agli e-money tokens (tipo le stablecoin), richiederanno delle autorizzazioni aggiuntive. Come quelle per il PSP (Payment Service Provider). Con scadenza fissata per il 2 marzo 2026.
Il DL Economia, che il Governo è pronto a trasformare in legge, potrebbe però complicare ulteriormente le cose. Bankitalia, per esempio, vuole che il Governo introduca anche l’obbligo di iscrizione, entro il 30 giugno 2026, dei VAPS al registro OAM, qualora agiscano con PSP. Ovvero all’elenco ufficiale gestito dall’Organismo degli Agenti e dei Mediatori in cui sono raccolti e controllati tutti i soggetti autorizzati a operare in determinati settori finanziari in Italia. Una sorta di albo che riguarda creditori, mediatori finanziari e piattaforme di cripto-attività.
Quindi molti di coloro che oggi usano un exchange o un wallet italiano potrebbero subire passivamente delle modifiche nei servizi. Nei casi più gravi alcune piattaforme potrebbero chiudere. Anche se le nuove regole servono a proteggere gli utenti, ma chi non si organizza rischia di lasciare i clienti senza supporto.
Gli utenti dovranno capire se l’exchange che usano è affidabile… Secondo l’UE, l’affidabilità è data dalla registrazione all’OAM. Ma se la registrazione non è ancora avvenuta, potrebbe comunque bastare che la piattaforma abbia già comunicato la volontà di diventare CASP. Un provider affidabile dovrebbe poi aver già indicato ai propri clienti con chi collaborerà come PSP.
Chiunque utilizzi una piattaforma crypto, in questi giorni, dovrà darsi da fare per verificare che nelle comunicazioni ufficiali del provider ci siano notizie a proposito dell’adeguamento alle nuove norme. Se non si riescono a trovare informazioni utili e chiare, è sintomo che qualcosa non va…
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
Il mutuo con deposito cauzionale può essere sfruttato ...
La valutazione errata del merito creditizio può portar...
Prestiti.com proprietà di WEB 365 Srl – Piazza Tarquinia 5 – 00183 Roma RM – P.Iva IT12279101005 – info@prestiti.com