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Le ultime analisi rivelano che circa un milione di italiani si trova in condizione di sovraindebitamento cronico: che cosa significa?
Emerge un quadro davvero allarmante dallo studio del fenomeno del sovraindebitamento in Italia. Una ricerca promossa dal Comitato Interministeriale EDUFIN, svolta dall’Osservatorio sul Debito Privato in collaborazione con il dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica, rivela numeri impressionanti.
Secondo l’analisi, almeno un milione di italiani si trova in condizione di sovraindebitamento cronico. Ciò vuol dire che il 2% della popolazione adulta non riesce più a far fronte ai propri debiti: è in ritardo continuo con i pagamenti, ma non per caso o per via di una sfortunata congiuntura. Il debito insoluto e il ritardo nei pagamenti sono infatti per molti contribuenti la norma.
A questi si aggiungono circa 2 milioni di persone che, pur riuscendo a pagare, lo fanno con ritardo. Ma cosa si intende precisamente per sovraindebitamento cronico? E come mai il fenomeno è sempre più diffuso nel nostro Paese? Il concetto di cui ci stiamo occupando ha a che fare con quella condizione finanziaria per cui una persona accumula debiti in misura tale da non riuscire più a pagare le rate in scadenza. O, comunque, a far fronte agli impegni finanziari con i propri redditi. Se tale stato diventa persistente e difficilmente risolvibile, si parla appunto di sovraindebitamento cronico.
Secondo lo studio citato, fra le principali cause di questo fenomeno c’è il caro vita. La maggior parte dei sovraindebitati ha difficoltà a far fronte ai costi della vita quotidiana e si trova dunque con l’acqua alla gola dopo aver acceso un mutuo o richiesto un finanziamento. In altri casi le rate da pagare sono relative a dilazioni di pagamento su tasse arretrate e sanzioni.
Sempre in base alla ricerca dell’EDUFIN, si rivela che circa un quarto dei sovraindebitati si trova in una simile condizione a causa di una dipendenza. Si tratta quindi di giocatori d’azzardo, alcolisti o persone dipendenti dalla droga. Nella maggior parte dei casi, invece, le dipendenze non c’entrano: il vero problema è il reddito. Più della metà dei debitori dichiara un reddito annuo inferiore ai 20.000 euro.
Il problema non è solo economico. Il 78% dei sovraindebitati dichiara infatti di soffrire di disturbi del sonno legati all’ansia. I debiti generano preoccupazione che si trasforma in disagio e poi in patologia. Il 55% degli intervistati dichiara invece di dover rinunciare a spese sanitarie e a farmaci essenziali. Poi, circa il 70% ha dovuto coinvolgere la famiglia nella gestione della crisi, chiedendo prestiti informali.
Esiste una situazione a una situazione così grave e complessa? L’unica mossa sensata è spingere le persone a informarsi e a studiare per avere maggiore comprensione dei concetti finanziari di base: la conoscenza può aiutare a prevenire il sovraindebitamento. Nei casi estremi, invece, non c’è altro da fare che aspettare un intervento statale. Da un punto di vista tecnico, bisogna poi cercare di orientarsi meglio nel mercato del credito, imparando a usare i simulatori di interessi e di costi e strumenti come il consolidamento dei debiti.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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