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Il mercato italiano aveva già in parte anticipato, tramite previsioni, il taglio dei tassi sui mutui; di conseguenza il ribasso operato dalla BCE a metà settembre 2024 non ha determinato grosse novità percepibili per i mutuatari.
Per il consumatore non è così scontato capire cosa aspettarsi dopo la notizia di un taglio ai tassi da parte della BCE. Semplificando al massimo la questione, i tassi appena citati sono quelli di riferimento con cui la Banca Centrale Europea concede prestiti alle banche dell’Eurozona. Se i tassi si abbassano (come sta progressivamente succedendo nel 2024), ne godranno poi anche i consumarori… I mutui ipotecari, i prestiti, i finanziamenti di vario tipo costeranno infatti un po’ meno ai richiedenti.
Le recenti modifiche ai tassi di interesse della BCE avranno di certo un forte impatto sui mutui variabili. Non subito, però. I mutui ancorati all’Euribor non hanno per esempio subito conseguenze immediate. E questo poiché l’Euro Interbank Offered Rate, ovvero il tasso di interesse medio al quale le principali banche europee si prestano denaro tra di loro, era già sceso. Per l’esattezza, già prima dell’estate, l’Euribor a tre mesi era calato attorno al 3,50%.
La BCE ha ridotto anche il tasso di rifinanziamento principale (dal 4,25% al 3,65%). Ma tale riferimento è importante soprattutto per i mutui variabili indicizzati alla BCE, che nel nostro Paese sono poco sfruttati e conosciuti. La buona notizia, comunque, è che si prospettano nuovi cali: probabilmente, nelle prossime settimane, i tassi dei mutui scenderanno ancora… E per il 2025 si prevede un sostanziale azzeramento della differenza finora sperimentata fra tassi fissi e variabili.
Visto che la BCE potrebbe operare entro fine anno un altro taglio, o addirittura altri due, il mercato continuerà a far calare i tassi dei mutui. Il trend è chiaro. A fine settembre 2024 si è per esempio già registrata una riduzione sensibile del costo delle rate per chi ha in corso un finanziamento indicizzato, con mutuo a tasso variabile.
Il risparmio effettivo dipende innanzitutto dalle aspettative di mercato. Gli operatori finanziari, per lavoro, devono saper anticipare le mosse delle banche centrali. E quando i tagli sono ampiamente previsti, come nel caso attuale, il loro gioco è più facile. Ecco perché i tassi sui mutui avevano già cominciato a scendere in previsione del taglio promosso della Banca Centrale Europea.
C’è anche un’altra ragione che limita l’effetto concreto dei tagli agli interessi sui mutui appena operata dalla BCE, e cioè che la riduzione dei tassi di interesse è stata graduale. Vale a dire, non drastica. Inevitabilmente, l’impatto immediato sui mutui è stato limitato. E poi c’è il dato relativo alla favorevole contingenza… Le condizioni economiche generali, come l’inflazione in calo, hanno già contribuito a far sì che il taglio dei tassi di interesse fosse una risposta naturale da parte dei mercati. Ed è così che si è ridotto ulteriormente l’impatto, almeno percepito, del taglio della BCE.
Sono diminuiti anche i costi dei mutui variabili di nuova stipula. Il che non comporta comunque una grassa differenza per il mercato del credito italiano, dato che quasi tutte le nuove stipule avvengono oggi a tasso fisso. Perché conviene così in termini economici, ma anche perché la scelta del fisso è ancora incentivata dalle banche per via dello spread applicato sull’Eurirs, che è il parametro che determina il tasso dei fissi. Tale spread è di fatti più basso mediamente di 30 centesimi rispetto a quello applicato sull’Euribor. La situazione potrebbe certamente mutare a favore del tasso variabile, ma non a breve.
Per i prossimi mesi, quindi, continuerà a convenire preferire il tasso fisso. Di recente la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha spiegato che non c’è un piano a lungo termine e che le decisioni saranno prese di volta in volta, in base dell’andamento dei dati economici. A partire dall’analisi della crescita dell’inflazione nell’Eurozona (il cui obiettivo è il 2%). Ma, come anticipato, secondo tutte le previsioni, dovrebbe arrivare presto almeno un altro taglio dei tassi. L’Eurotower dovrebbe abbassare gli indici anche a ottobre 2024, e forse pure a dicembre 2024. E tutto ciò potrebbe dipendere da quanto accaduto negli USA.
L’americana Federal Reserve ha infatti abbassato di mezzo punto il costo del denaro, spingendo la BCE a prendere in considerazione altre riduzioni dei tassi. Da qui a fine 2024, quindi, i tassi sui mutui avranno un’ulteriore accelerazione verso il basso. Tradotto: comprare casa sarà un po’ più vantaggioso.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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