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L’apertura di un negozio online comporta costi iniziali più contenuti rispetto a un punto vendita fisico. E ciò può rendere la richiesta di un prestito più agevole.
Serve comunque un buon business plan e serve anche molto impegno. In linea di massima, la richiesta di un finanziamento per poter aprire un negozio online dovrebbe incontrare l’interesse dei creditori anche a fronte di garanzie ridotte. Il rischio d’impresa del richiedente è infatti più contenuto. I costi fissi sono inferiori… non c’è affitto di locali commerciali, si spende limitatamente per le utenze. Di conseguenza il rischio di insolvenza dovrebbe essere minore.
Inoltre, l’e-commerce promette una rapida espansione senza investimenti strutturali importanti. E già questo dovrebbe se non attrarre comunque tranquillizzare i finanziatori. Magari, la garanzia potrebbe anche essere offerta dallo Stato: negli ultimi anni sono venuti a galla tantissimi bandi regionali o nazionali che cofinanziano o garantiscono prestiti per l’innovazione e la digitalizzazione.
E gli under 35 potrebbero anche richiedere prestiti a tasso agevolato presentandosi come startup digitali. Il punto è: quanto chiedere in prestito? Non esiste una cifra standard. Per aprire un negozio online i costi possono variare. Si va dai 5.000 euro circa ai 30.000. Il costo cambia a seconda del tipo di attività, dei prodotti venduti e del livello di personalizzazione del sito..
La spesa base è quella per lo sviluppo del sito e-commerce. Con una piattaforma preconfigurata o appoggiandosi a delle piattaforme-agenzia si potrebbe anche costruire un sito a zero. Piattaforme come Shopify, WooCommerce, Magento e altre sono scelte per la loro flessibilità e la semplicità d’uso degli strumenti per la gestione della vendita online. Realisticamente bisogna spendere almeno 1.000. E il prezzo può salire fino a 10.000 euro se si vogliono fare le cose per bene.
Per l’acquisto del primo stock di prodotti si parte da cifre minime di 1.000 euro e si arriva sopra i 10.000. Investire di più in partenza sarebbe poco logico e prudente. Altri soldi vanno spesi per il marketing e la pubblicità online. Poi potrebbe servire pagare anche per la logistica e il magazzino. Ma usando il sistema dropshipping, tali costi si riducono.

Non è finita qui. Bisogna mettere in conto i soldi da pagare per tutte le spese amministrative e per le eventuali consulenze. Il commercialista, l’apertura partita IVA, le eventuali licenze… Come abbiamo anticipato, numerose banche e vari istituti creditizi offrono diverse soluzioni agevolate per imprenditori under 35 e donne, con l’obiettivo di incentivare la creazione di attività, startup e piccole realtà imprenditoriali.
Anche prestiti.com propone offerte di prestiti flessibili alle piccole imprese. Ed è dunque facile orientarsi fra le possibiità. Basta scegliere l’importo e il numero di rate, così da poter avere subito i fondi necessari all’avvio della società. In questo modo è possibile anche finanziare degli importi più contenuti.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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