
Ottieni un finanziamento non vincolato all'acquisto di beni o servizi.
Dopo l’inaspettato boom del 2024, nel 2025 anche i prestiti personali potrebbe conoscere una fase più critica.
Il credito a consumo continuerà a crescere, ma a ritmo assai inferiore rispetto al passato più recente. Questa è la previsione di massima fornita dagli investitori globali, che sembrano piuttosto incerti sulle sorti finanziarie del nostro Paese. Ci si aspetta per esempio una contrazione della domanda di finanziamenti per l’acquisto di autovetture (specie quelle nuove). E si teme che, senza adeguati bonus e incentivi statali, possano calare anche le richieste di finanziamenti per l’acquisto di elettrodomestici, mobili e altri beni durevoli.
Lo stesso potrebbe succedere per i prestiti per ristrutturare o migliorare l’abitazione. Non potendo beneficiare delle agevolazioni fiscali e delle politiche di incentivazione all’efficienza energetica, i consumatori potrebbero scegliere di evitare di indebitarsi nel corso del 2025.
Per l’economia italiana continua dunque a profilarsi un futuro piuttosto incerto. La crescita, dopo le previsioni troppo ottimistiche di inizio 2024, si è rivelata modesta. Il ridimensionamento degli incentivi fiscali voluti dal Governo Meloni e il lento decollo del Piano di Transizione 5.0 hanno già comportato un calo degli investimenti. E senza investimenti, tutta l’economia arranca.
A pesare sono i limiti imposti delle regole del Patto di Stabilità. Maglie che limitano la possibilità di dar forma a manovre fiscali espansive e a nuove politiche di sostegno alla crescita. I segnali positivi sono collegati alla spesa possibile grazie ai fondi del PNRR. Anche se il timore generale è che i tanti soldi in arrivo dall’Europa non siano sempre ben utilizzati. O che non siano bastevoli a dare una spinta significativa all’economia.
La ripresa del potere d’acquisto delle famiglie è ancora lieve, nonostante il superamento dell’inflazione. Ma gli effetti della riduzione dei tassi d’interesse da parte della BCE potrebbero sostenere in qualche modo la domanda interna. A godere di buona salute nel 2024 sono stati soprattutto il mercato immobiliare e il credito al consumo. Ma, nel 2025, potrebbe arrivare una nuova crisi.
Secondo i meno ottimisti, il mercato immobiliare potrebbe sfruttare solo parzialmente la novità del taglio dei tassi da parte della BCE. Nel 2025 si prevede un trend in rialzo ma non un vero e proprio boom dei mutui per l’acquisto della casa. Anche il credito al consumo, trainato dai prestiti personali, continuerà a crescere, seppur a ritmi più contenuti rispetto al passato.
La nuova direttiva europea sul credito ai consumatori imporrà regole più stringenti per la valutazione del merito creditizio. Mentre l’incertezza economica e le fluttuazioni continue dei tassi d’interesse potrebbero incidere sulla capacità delle famiglie di far fronte ai loro debiti.
Ma nonostante tutte queste preoccupazioni, le famiglie italiane riveleranno secondo gli analisti ancora una forte resilienza nel 2025. Il relativamente basso livello di indebitamento, che continua a rivolgersi a finanziamenti a tasso fisso, e la liquidità accumulata negli ultimi anni potrebbero dar forma a un salvagente in caso di difficoltà.
Ma cosa dicono i dati? La crescita del credito al consumo in Italia nel 2024 si è attestata intorno al 4%, con un rallentamento macroscopico nella prima parte dell’anno. Nel 2025, però, il credito al consumo netto dovrebbe crescere del 3,5%: un dato al di sotto delle aspettative (che erano inizialmente del 4,5 o addirittura del 5%).
Con il 2025, si potrebbe assistere, almeno per ciò che concerne il mercato del credito tradizionale, a un inasprimento dei criteri di selezionate dei profili adatti a essere finanziati. Al contempo, però, ci si aspetta che nel 2025 i prestiti personali potranno essere richiesti con maggiore flessibilità grazie ai creditori online e a forme alternative di finanziamento.
Di certo tutto il settore finanziario dovrà affrontare nuove sfide. L’innovazione tecnologica, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, rivoluzionerà anche il modo di erogare i servizi finanziari. Allo stesso tempo, la crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale spingerà le banche e le altre istituzioni creditizie a sviluppare prodotti e servizi sempre più green.
In ogni caso, la sensazione è che il 2025 sarà un anno di svolta. Anche se politiche di austerity rischiano di frenare la crescita, digitalizzazione, nuove forme di credito e capacità di adattabilità della popolazione potrebbero creare la spinta giusta a ripartire.
La qualità del credito alle famiglie si rivela oggi ancora del tutto sotto controllo, nonostante la leggera crescita del tasso di default (il dato è dell’1,4% a settembre). Per il credito al consumo, nei primi nove mesi del 2024 i dati parlano di un aumento moderato degli indicatori di rischiosità. Ed è questo il parametro da tenere sotto controllo nell’anno che verrà.
Non tutte le previsioni sono comunque negative. C’è anche chi si aspetta una ripresa per il mercato dei prestiti, almeno rispetto al trend del mercato europeo che potrebbe rivelarsi in netta difficoltà.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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