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All’apparenza, il mercato del credito sembra un po’ insensibile rispetto ai lavoratori autonomi: il professionista con partita IVA fatica sempre un po’ a trovare un finanziamento.
A livello fiscale e finanziario la vita dei lavoratori autonomi può essere davvero dura. Lo Stato sembra accanirsi con una tassazione in certi casi ingestibile e le garanzie assistenziali sono poche. Inoltre, dal punto di vista creditizio, è complicato poter accedere a dei finanziamenti. Il creditore preferisce interfacciarsi con chi ha uno stipendio fisso (il dipendente pubblico o quello privato a tempo indeterminato). O, meglio ancora, di questi tempi, con un pensionato…
Ma i lavoratori autonomi sono coloro che hanno il più delle volte più bisogno di investire proprio per poter mandare avanti la loro attività. Devono spendere in strumentazioni e formazione per rimanere sul mercato. E devono affrontare una pressione fiscale poco incoraggiante.
E, così, paradossalmente, la partita IVA che guadagna per quanto vende (e che non gode di malattia, ferie retribuite e disoccupazione) fa fatica a poter ottenere prestiti. E ancora più delicata è la situazione per chi, la partita IVA, l’ha appena aperta. Cioè per chi, teoricamente, dovrebbe più di tutti quanti aver bisogno di spendere per rendersi competitivo sul mercato.
Scavando a fondo ci sono però alcune opzioni disponibili. Molti istituti di credito propongono prestiti dedicati specificatamente a liberi professionisti e autonomi con partite IVA. Anche Poste Italiane, per esempio, concede simili finanziamenti, da 5.000 a 40.000 euro a seconda delle garanzie, e rate fino a novantasei mesi.
Altri istituti di credito offrono prestiti dedicati a professionisti e ditte individuali. Ma in questi casi è essenziale per i lavoratori autonomi dimostrare di percepire un certo reddito. In alcuni casi, non basta neanche presentare le ultime due dichiarazioni dei redditi: serve un garante. C’è però da dire che simili prestiti, per loro natura, sono più rischiosi per i creditori, dati che possono essere anche a fondo perduto. Questo significa, sostanzialmente, che non devono essere restituiti se utilizzati per investimenti specifici.
Sul web ci sono oggi diverse realtà indipendenti che offrono servizi finanziari più versatili proprio per favorire lavoratori autonomi, artigiani e liberi professionisti. Finanziamenti ad hoc che possono essere richiesti anche senza necessità di presentare garanzie (a patto di dimostrare una fonte di reddito). Anche prestiti.com cerca di facilitare l’accesso al credito per tutti quegli autonomi che di norma faticano a trovare dei referenti disposti ad ascoltarli. Basta un colloquio per capire come poter aiutare quegli autonomi che hanno bisogno di liquidi per sostenere la loro attività professionale o affrontare situazioni di emergenza.
Cosa serve per richiedere un finanziamento in questi casi? Di base, con prestiti.com, occorre la residenza in Italia, un documento d’identità, un codice fiscale e una Certificazione Unica. Tutto qua.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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