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Chi non gode un reddito fisso e dimostrabile, come i lavoratori autonomi o i precari, ha da sempre difficoltà chiedere un prestito per comprare casa. Esistono delle soluzioni per i lavoratori con un reddito irregolare per ottenere dei mutui?
Chi svolge lavori occasionali, a tempo determinato, part-time, stagionali o a progetto gode di un reddito che viene definito irregolare. L’irregolarità dipende dalle ore di lavoro e dal conseguente guadagno, che possono fluttuare e rivelarsi incostanti. Lo stesso vale per liberi professionisti, commercianti e artigiani hanno spesso… Il reddito variabile, influenzato da fattori come la stagionalità, la concorrenza e le condizioni del mercato, non piace ai creditori tradizionali.
Banche e creditori in generale, per tutelarsi dal rischio di insolvenza, richiedono al mutuatario una busta paga come garanzia di un reddito stabile. Tale passaggio rende assai complicato per le partite IVA, i precari e i lavoratori freelance accedere al credito. Pretendendo il requisito di uno stipendio fisso e sicuro, il creditore impedisce di fatto a una parte consistente della popolazione di accedere a un mutuo.
Nell’ottica del creditore ha senso non “fidarsi” di chi non ha uno stipendio fisso e un contratto a tempo indeterminato. Le fluttuazioni del reddito possano infatti inficiare la capacità di rimborso del mutuatario, qualsiasi lavoro egli svolga. Le difficoltà sperimentate da chi ha un reddito irregolare sono note e sempre più diffuse. In realtà anche chi non gode di un reddito fisso può sfruttare alcune soluzioni per acquistare casa tramite un finanziamento. Anche se l’impressione è che si tratti di una sfida assai complicata, a livello individuale e sociale.
Di norma, si cerca di superare il limite del reddito irregolare presentandosi dal creditore con un garante. Ovviamente, tale terzo soggetto deve poter contare su un reddito stabile: un mensile da lavoratore a tempo indeterminato o una pensione. E, per molte banche, una simile garanzia può aiutare ad aumentare le possibilità di ottenere il mutuo. Il garante deve però impegnarsi formalmente a pagare le rate del mutuo in caso di insolvenza del mutuatario.
Da parte dello Stato, gli aiuti sono pochi. A parte il fondo di garanzia per la prima casa, che facilita l’accesso al credito per i giovani under 36, non esistono iniziative di concreto sostegno. Dopodiché, è possibile valutare anche altre soluzioni. Come i mutui cointestati con il partner o i mutui a breve termine, da rinnovare periodicamente. O ancora: i mutui stipulati con creditori non tradizionali.
Esistono tante nuove realtà che offrono soluzioni innovative per l’accesso al credito, spesso rivolgendosi a chi è escluso dal credito tradizionale. Società di fintech e piattaforme online riescono a valutare la capacità di rimborso di chi ha un reddito irregolare soffermandosi su aspetti più qualitativi che quantitativi. Badano insomma anche ad altri fattori, come la storia creditizia del richiedente, il suo patrimonio e il tipo di attività svolta, e sono di norma disponibili a trovare soluzioni più flessibili. Anche prestiti.com è aperta alla concessione di finanziamenti e mutui flessibili.
In questo senso, il credito online può essere una soluzione assai interessante per tutti quei richiedenti impossibilitati a dialogare con una banca per via del loro reddito irregolare. Dunque, anche chi ha un reddito irregolare può realizzare il proprio sogno di acquistare casa. Ovviamente, è importante valutare con particolare attenzione le diverse opzioni disponibili, confrontando le offerte e valutando i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna opportunità.
L’ultima fattispecie utile per poter comperare casa anche contando su un reddito irregolare è rappresentata dall’affitto con riscatto. Il rent to buy è una formula contrattuale che permette appunto di affittare un immobile con l’opzione di acquistarlo in un secondo momento. In pratica, si paga un po’ di più, ma una parte del canone mensile va a costituire un acconto sul prezzo finale di vendita.
Bisogna però stare attenti al fatto di essere poi vincolati a un immobile per un periodo di tempo predeterminato, limitando la propria libertà di scelta. Inoltre, se si decide di non esercitare l’opzione d’acquisto, si perdono quasi sempre le somme versate come acconto. Infine, bisogna badare alle condizioni contrattuali, che possono rivelarsi variabili o poco chiare.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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