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Nel mercato dei finanziamenti, il 2024, è stato l’anno dei prestiti personali: gli strumenti non finalizzati decollano segnando un +11,3%.
Nel 2024, la domanda di prestiti, seppur contraddistinta da continue oscillazioni e varie fasi di rallentamento, sembra aver rivelato il definitivo boom dei prestiti personali. In generale, secondo i dati analizzati e pubblicati da CRIF. L’azienda globale specializzata in servizi di informazioni creditizie e business information, analytics, è conosciuta in Italia soprattutto per il suo sistema di informazioni creditizie… Il SIC, l’archivio che raccoglie e gestisce dati creditizi per aiutare le banche e altri attori del mercato a valutare i rischi e prendere decisioni informate su mutui e prestiti.
Secondo l’analisi di CRIF il mercato italiano dei finanziamenti ha subito un lieve inflazione rispetto al 2025: la diminuzione della domanda è dell’1,6%. Con i tagli ai tassi, i mutui non sono riusciti a risalire così come ci si aspettava, mentre per il report decollano i prestiti personali. Questi finanziamenti non finalizzati hanno infatti registrato un aumento dell’11,3%.
I prestiti finalizzati hanno al contrario subito una contrazione dell’11,5%. Inoltre, si riscontra il grande aumento dei piccoli prestiti, quelli sotto i 5.000 euro, e l’esplosione del fenomeno del BNPL. Anche in Italia, dunque, così come è stato negli anni scorsi negli Stati Uniti, i consumatori hanno imparato a sfruttare il meccanismo del Buy Now Pay Later.
In gergo si parla di small ticket, ovvero di finanziamenti contenuti, orientati più alla volontà di dilazionare il pagamento che di ottenere dei fondi da sfruttare in autonomia. Nel secondo trimestre del 2024, per esempio, i prestiti sotto i 5.000 euro sono aumentati del 12%, mentre i contratti BNPL sono cresciuti del 133%.
Secondo l’analisi che ha accompagnato il report sul 2024, anche nel 2025, malgrado i tagli ai tassi operati dall’UE, le politiche delle banche non dovrebbero mutare di molto. Ci si concentrerà ancora sulla qualità del credito e sull’adeguamento alle nuove normative, mentre a offrire soluzioni più competitive sarà il credito online.
L’importo medio dei prestiti richiesti è aumentato del 9,3% con un valore medio sotto i 10.000 euro. Per la precisione si parla di 9.214 euro. I prestiti finalizzati hanno raggiunto invece un valore medio di 6.630 euro. Più alto il valore dei prestiti personali, anche se stabile rispetto al 2023: 11.884 euro.
Volendo tirare un po’ di somme, si nota che la maggior parte degli italiani richiede prestiti inferiori ai 5.000 euro. E questi prestiti sono spesso dilazionati su più di cinque anni. I prestiti finalizzati hanno una durata inferiore ai tre anni nel 73,9% dei casi. Poi il 49,6% dei prestiti personali ha una durata superiore ai cinque anni. A richiedere finanziamenti sono soprattutto i quarantenni.
La tendenza va sempre verso una gestione prudente del credito da parte delle famiglie italiane. Ma si nota una preferenza crescente per soluzioni di pagamento dilazionato. Gli importi più elevati sono un ricordo lontano.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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