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Il mercato del credito è in continua evoluzione: al di là del prestito personale esistono varie alternative. Ecco le principali forme di finanziamento di nuova generazione da considerare.
Non tutte le opzioni di finanziamento alternative al prestito (bancario o richiesto a una finanziaria) disponibili per privati e imprese possono offrire davvero credito a condizioni più convenienti. Ma laddove la convenienza appaia ridotta o assente, l’alternativa al credito tradizionale riesce comunque a soddisfare altre particolari esigenze di partenza. Per questo funziona e ha sempre più successo.
I vantaggi valgono soprattutto per le piccole e medie imprese. Ovvero per quelle aziende coraggiose o ambizione che intendono migliorare le proprie condizioni di sviluppo o i loro flussi di cassa trascendendo i solit canali tradizionali o istituzionali.
In alcuni casi, oltre a presentarsi come valide opzioni per le imprese, i finanziamenti alternativi possono apparire una soluzione allettante pure per i privati alla ricerca di credito immediato. Anche in questo caso si tratta di poter ottenere dei vantaggi (pure se marginali) rispetto ai prestiti bancari ordinari. Quali? Innanzitutto condizioni più flessibili, minori oneri burocratici e, magari, maggiore possibilità di accedere a risorse senza indebitarsi. Le alternative vengono infatti prese in considerazione sempre quando il credito ordinario non riesce più a proporre soluzioni sostenibili, convenienti o realmente accessibili,
Tra i finanziamenti alternativi più interessanti per le aziende c’è per esempio il crowdfunding. Si tratta di una forma di finanziamento collettivo dal basso. In pratica, consiste nel raccogliere piccole somme di denaro da un gran numero di investitori tramite piattaforme online. Si presenta un progetto in cui si pone un obiettivo oggettivo da raggiungere e poi si chiamano a raccolta gli investitori. Tale iter può rivelarsi particolarmente utile per le start-up e le piccole imprese.
In teoria, il crowdfunding rivela moltissimi vantaggi. Potenzialmente, si può arrivare a tutti e non ci sono quindi limiti al finanziamento. Le, condizioni partono dal richiedente… Ma bisogna innanzitutto sapere che, se la campagna non raggiunge l’obiettivo prefissato, il più delle volte non è neanche possibile usufruire dei fondi già raccolti. In più, per ottenere credito bisognasaper emergere in un contesto assai competitivo.
Ci sono dei costi: le piattaforme di crowdfunding applicano spesso delle commissioni. Di norma, si può dover mettere in conto dal 5% al 10%. Ed è una variabile che riduce inevitabilmente l’importo effettivo disponibile. L’ attrattiva del finanziamento tramite crowdfunding può dunque rivelare alcune insidie. Per avere successo, insomma, bisogna investire: è quasi sempre necessario promuovere attivamente la campagna. Cosa che richiede un minimo di esperienza, tempo ed energie.
Altre forme alternative di investimento al prestito sono l’investitori angel, il leasing e il venture capital. Nel primo caso siamo di fronte a investitori privati che forniscono capitale in cambio di una quota di proprietà o di interessi. Si tratta quindi di un finanziamento esclusivamente rivolto alle aziende. E che ha riscontro soprattutto nel momento in cui si punta a finanziare progetti innovativi.
Il leasing è l’acquisto di beni (macchinari o attrezzature, per le aziende, ma anche automobili per i privati) tramite un contratto di finanziamento flessibile. Il contratto è d’affitto e coinvolge il concedente e l’utilizzatore. Il primo lascia in godimento all’altra parte un bene dietro corrispettivo e per un determinato periodo di tempo. Dopodiché, alla scadenza di questo periodo, la parte che ha in godimento il bene può restituirlo o divenirne proprietario, L’acquisto si formalizza pagando la differenza tra quanto già versato e il valore del bene.
Con venture capital s’intendono invece i fondi di investimento che forniscono capitale a imprese ad alto potenziale di crescita, sempre in cambio di una quota di proprietà. Ed è un finanziamento particolarmente indicato Ideale per le aziende in fase di espansione.
In tutti questi casi, ci vuole un po’ di impegno da parte del richiedente. Bisogna partire per forza di cose da un business plan dettagliato e soprattutto realistico. E bisogna mettersi in gioco per convincere gli investitori o i finanziatori. Chi non è a proprio agio con simili dinamiche
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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