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Si sente parlare sempre più spesso di fideiussione bancaria nei contratti di locazione. Tale garanzia aggiuntiva per il locatore non si rivela però come la soluzione più conveniente per il conduttore…
Si è cominciato a parlare di fideiussione bancaria negli affitti dopo il 2009, ovvero in seguito a una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 3525. Un vero e proprio punto di svolta nella giurisprudenza sulla fattispecie delle garanzie nei contratti di locazione.
Con quella sentenza, la Corte di Cassazione ha di fatto riconosciuto la legittimità della fideiussione bancaria come strumento di tutela per il locatore, stabilendo che tale strumento va considerato come una forma lecita di garanzia, purché non presenti clausole vessatorie. Ovvero limiti e obblighi che possano squilibrare il contratto a sfavore del conduttore.
È quindi fondamentale che il contratto mantenga un equilibrio tra i diritti e gli obblighi delle parti. Ma chi valuta questo equilibrio formale? Entrambe le parti dovrebbero esaminare con attenzione e consapevolezza le clausole contrattuali. E in ciò è fondamentale che si affidino ad avvocati o consulenti in grado di identificare squilibri o clausole potenzialmente vessatorie. La normativa di riferimento concerne il Codice Civile (con i suoi principi generali in materia contrattuale) e il Codice del consumatore.
La parola fideiussione deriva dal latino medievale fideiubere, che sta appunto per garantire. E oggi si riferisce alla garanzia di carattere personale mediante la quale un soggetto (detto appunto fideiussore) si obbliga nei confronti del creditore a soddisfare in via accessoria l’obbligazione assunta dal debitore principale. Di base ci vuole dunque un contratto tra il fideiussore e il creditore, e può articolarsi come garanzia parziale o totale.
Con la fideiussione bancaria il locatore si assicura il pagamento dei canoni di locazione e delle eventuali spese accessorie tutelandosi in caso di inadempimento. Come? Con la possibilità di rivolgersi direttamente alla banca per ottenere le somme dovute, senza dover attendere lunghi procedimenti legali.
Il conduttore è tenuto a sostenere i costi legati all’emissione della fideiussione. Costi che includono le varie commissioni e le spese bancarie. La spesa totale varia ovviamente in base all’importo garantito e alla durata del contratto. Per questo è fondamentale definire chiaramente la durata della fideiussione, che dovrebbe coincidere con quella del contratto di locazione (includendo poi eventuali rinnovi ed eventuali proroghe).
Le condizioni per l’attivazione della garanzia devono essere specificate in modo chiaro. Bisogna quindi indicare se la banca è tenuta a pagare a prima richiesta o se è necessario seguire determinate procedure. Ed è il locatore che dovrebbe fornire al conduttore tutte le informazioni necessarie sulla fideiussione.
Negli ultimi anni, l’uso della fideiussione bancaria è cresciuto parecchio in Italia. I locatori hanno infatti paura di dover affrontare il pericolo insolvenza. E nel mercato delle locazioni commerciali e di alto profilo oramai lo strumento della fideiussione è diventata un adempimento inevitabile.
Le alternative a questo strumento sono i depositi cauzionali (i classici tre mesi di canoni anticipati) e la polizza fideiussoria assicurativa. Una soluzione che, in definitiva, può rivelarsi più flessibile e pure un po’ meno costosa rispetto alla garanzia bancaria…
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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