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Durante la sua campagna elettorale, Donald Trump ha più volte promesso di ridurre i tassi di interesse sui mutui al 3%. Anzi, ha detti chiaramente che il tasso sarebbe stato presto inferiore al 3%.
Nessun analista di mercato pensa che le promesse di Trump possano realizzarsi a breve termine. Per i tassi di interesse sui mutui dovrebbero rimanere elevati, intorno al 6,4% o il 6,3%. In generale, i presidenti con i loro proclami hanno poca voce in capitolo. Non c’è controllo diretto da parte della politica sui tassi di interesse, che seguono le tendenze del mercato obbligazionario.
Trump ha pure proposto tante altre cose. Per esempio di ridurre le tasse, bloccare l’immigrazione e imporre tariffe e dazi sui prodotti cinesi ed europei… Tutte misure che ovviamente potrebbero influenzare i tassi di interesse sui mutui. Ma non è affatto escluso che proprio queste politiche, qualora realizzate, potrebbero aumentare il debito nazionale e l’inflazione reale, comportando poi un inasprimento dei tassi.
Trump è al potere da poco, e in effetti i tassi si sono abbassati leggermente. Dal 6,95% si è passati al 6,93% per i tassi fissi medi per mutui ipotecari trentennali. Eppure, secondo i dati del Mortgage Bankers Association, le richieste totali sono diminuite del 6,6% nel giro di una sola settimana (la seconda di febbraio).
Le domande per rifinanziare un mutuo per la casa, le più suscettibili di cambiamenti settimanali dovuti ai tassi, sono diminuite del 7% sempre nello spazio di sette giorni. Anche se restano in aumento del 39% in un anno. Trump ha anche proposto di ridurre le regolamentazioni e i vincoli che le imprese devono affrontare per costruire una casa. In questo modo pensa che il mercato, da tempo malato, possa risorgere. Le regole e i paletti burocratici aumentano infatti i costi di costruzione delle case e quindi il loro prezzo. L’obiettivo di Trump sarebbe quello di abbassare i prezzi delle case e aumentare l’offerta di alloggi.
Donald Trump spera di stimolare l’economia, aumentare la domanda di acquisto delle case e creare più posti di lavoro nel settore edilizio. Nonostante tutte le sue promesse, l’impatto effettivo sui tassi di interesse sui mutui dipenderà da una serie di fattori economici e dalle decisioni del mercato.
Intanto la JPMorgan Chase ha criticato anche le politiche sull’immigrazione del presidente Donald Trump. L’analisi della multinazionale statunitense di servizi finanziari con sede a New York rivela che i piani di Trump potrebbero mettere a dura prova il già sofferente mercato immobiliare statunitense.
Riducendo l’immigrazione diminuirebbe anche la domanda di immobili. E secondo il nuovo presidente degli USA ciò farebbe calare i costi degli alloggi. Ma questa interpretazione, secondo JPMorgan è semplicistica e quindi poco corretta. Il 30% dei lavoratori edili presenti negli Stati Uniti, per esempio, sono immigrati. Quindi senza immigrazione potrebbe crollare anche l’industria edile. Inoltre, la banca teme che le politiche intraprese condurranno all’inflazione e a un possibile aumento dei tassi di interesse. Per tutti.
A partire dagli anni della pandemia, negli USA i prezzi degli immobili sono saliti a livelli incontrollati: la domanda è crescente a fronte di un’offerta che accontenta solo la classe medio-alta. Le nuove sfide sono legate non solo all’attuale incertezza economica e al cambiamento climatico, ma anche alle politiche che Trump vorrebbe intraprendere. Nessuno sa intuire quali dinamiche di mercato potrebbero aprirsi. Per il Governo Meloni la politica del nuovo presidente degli USA rappresenta attualmente un modello interessante da studiare. Dunque, ciò che accade negli Stati Uniti interessa anche gli italiani. Direttamente e indirettamente.
Bisogna poi valutare che la BCE studierà con attenzione le prossime mosse di Trump. Qualora il presidente americano dovesse applicare dazi ai prodotti europei, la Banca Centrale Europea potrebbe anche modificare il proprio piano di taglio dei tassi e del costo del denaro. A inizio marzo è prevista una nuova riunione a Francoforte sul Meno e allora si capirà meglio come l’UE reagirà alle minacce dello statunitense.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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