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Mai sentito parlare del dolore del pagamento? Il pain of paying è una sensazione che tutti i venditori puntano a scoraggiare o inquinare.
Le persone tendono a spendere di più e, di conseguenza, a indebitarsi senza troppi problemi quando usano le carte di credito anziché i contanti. Tutti ormai dovrebbero averne esperienza diretta: con le carte di credito e i pagamenti digitali, chi spende si rende meno conto di quanto denaro sta effettivamente “perdendo”. In questo modo, l’acquisto procede senza problemi, a cuor leggero. In gergo, si dice che con le carte di credito l’acquirente non percepisce del tutto il pain of paying, un concetto che in italino traduciamo con “dolore del pagamento“.
L’uso delle carte di credito, rispetto ai contanti, può portare quindi a spese più alte del previsto e a debiti maggiori. E lo stesso, anche se con dinamiche differenti, vale pure per i prestiti, tanto quelli ottenuti da un ente creditizio quanto quelli informali (cioè i soldi che arrivano da parenti o amici). Le neuroscienze lo hanno dimostrato con vari esperimenti: perdere denaro fa male, stimola cioè la percezione di dolore, proprio a livello emotivo. Ma il cervello tende a ingannarsi, diventa meno prudente quando non tocca o non vede fisicamente la perdita.
Quando si parla di dolore del pagamento ci si riferisce in pratica a quella sorta di disagio che una persona, normalmente e naturalmente, dovrebbe provare ogni volta che paga per acquistare un prodotto o per ottenere un servizio. Ed è provato come questa sensazione sia più pronunciata quando si usa denaro in contanti. Per questo motivo, nei casinò i soldi veri si cambiano in gettoni o fiches.
L’uso di monete meno “tangibili” come i soldi contenuti nelle carte di credito o quelli virtuali depositati in un conto possono essere spesi con più leggerezza. Non hanno lo stesso “costo” psichico dei soldi veri. Pagare in contanti implica infatti una percezione fisica del denaro che lascia le mani o le tasche del consumatore. Si spende ma si ha consapevolezza del costo che si sta affrontando perché si prova dolore.
Il concetto di dolore del pagamento può applicarsi anche ai prestiti personali e ai finanziamenti, ma in modo leggermente diverso rispetto ai pagamenti immediati come quelli effettuati con contanti o carte di credito. Nel momento in cui una persona contrae un prestito personale o un finanziamento, il pain of paying ha infatti sempre il tempo di manifestarsi. Lo fa come coscienza di impegno finanziario, come paura di poter andare incontro a un rischio.
Prima di firmare un accordo per un prestito personale, insomma, la mente umana riesce a lambire la consapevolezza di spesa perché teme le potenziali perdite future. Tale coscienza si avverte sotto forma di ansia o di disagio: si comprende, quindi, che bisognerà affrontare un impegno finanziario a lungo termine e che non sarà cosa facile da gestire.
Per arrivare al finanziamento è infatti necessario firmare un contratto, visionare clausole, considerare interessi e spese accessorie. Dati che anche i più superficiali riescono a intendere di solito come limiti oggettivi al godimento offerto dall’incasso del credito. Inoltre, anche i pagamenti delle rate previste dal prestito possono causare un certo dolore del pagamento. A cadenza mensile, giocoforza, si vedranno dei soldi uscire dal proprio conto bancario. E ciò diventa particolarmente evidente allorquando le rate sono elevate o se il prestito dura molti anni.
Potremmo dunque dire che il dolore del pagamento nei prestiti è distribuito nel tempo, si ripete e si consolida, mentre per i pagamenti immediati è istantaneo e può essere facilmente bypassato. Col tempo, insomma, anche le teste più dure, svampite o temerarie riescono a intendere il peso di certi impegni. I prestiti richiedono sempre una pianificazione minima e almeno un accenno di consapevolezza rispetto alle spese future. Tutto ciò non vale invece con il pagamento immediato, specie se fatto con una carta di credito. Ed è per questo che i prestiti non vengono quasi mai rubricati come iniziative impulsive.
Dall’altro lato, il disagio dovuto a un finanziamento, anche se meno intenso, può rivelarsi più prolungato e quindi snervante rispetto al picco di disagio che si prova con un pagamento immediato in contanti. Trovandosi di fronte a offerte chiare che permettono di calcolare attentamente l’importo delle rate è comunque più facile sentirsi a proprio agio rispetto a un finanziamento.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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