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Si parla di capitale residuo del mutuo per indicare la somma di denaro che rimane ancora da pagare per estinguere completamente il finanziamento. E il capitale residuo è fondamentale per l’ISEE e quindi per l’accesso a vari bonus.
In pratica, chi ha acceso un mutuo per comprare una casa e ha già rimborsato una parte delle rate, il capitale residuo è l’importo che bisogna ancora restituire alla banca. La somma conta anche per l’ISEE. Cioè per l’indicatore della situazione economica equivalente, il valore che serve a misurare la condizione economica di una famiglia. L’indicatore viene calcolato sulla base di reddito, del patrimonio (sia immobiliare che finanziario) e del numero di componenti del nucleo familiare.
Quindi l’ISEE tiene conto del patrimonio immobiliare, cioè del valore delle case possedute dalla famiglia. Tuttavia, se su un immobile c’è ancora un mutuo da pagare, il valore effettivo di quella casa per il calcolo dell’ISEE viene ridotto. Questo perché, in un certo senso, non è ancora completamente “di proprietà ” del titolare.
Nella DSU, il valore dell’immobile viene calcolato con le regole dell’IMU. E da questo valore si può sottrarre il capitale residuo del mutuo al 31 dicembre di due anni prima. Tale azione è fondamentale per ridurre il valore totale del patrimonio e, di conseguenza, per abbassare l’ISEE, permettendo al contribuente di accedere più facilmente a prestazioni agevolate e bonus.
Per ottenere l’ISEE bisogna compilare la DSU, la dichiarazione sostitutiva unica. Un documento che contiene tutte le informazioni economiche e patrimoniali della famiglia o del contribuente singolo, e dunque utile per determinare se si ha diritto a prestazioni sociali agevolate. La DSU fondamentale per ottenere l’ISEE va sempre aggiornata anche con gli immobili posseduti dal nucleo familiare.
Tutte queste informazioni vanno inserite nel quadro FC3 della DSU e devono riferirsi alla situazione patrimoniale di due anni prima. Per esempio, per l’ISEE 2025 si devono indicare gli immobili posseduti al 31 dicembre 2023. E bisogna farla anche se nel frattempo sono stati venduti.
Il valore dell’immobile viene calcolato come abbiamo detto secondo le regole dell’IMU e moltiplicato per la percentuale di proprietà . Se c’è un mutuo in corso per l’acquisto o la costruzione della casa, bisogna anche indicare il capitale residuo ancora da pagare al 31 dicembre di due anni prima, in modo che questo importo venga sottratto dal valore dell’immobile.
Se la casa è intestata interamente a una persona, si indica tutto il mutuo residuo. Se invece l’immobile è posseduti al 50%, si indica solo la metà del mutuo. Tale aspetto è assai importante perché, se c’è un mutuo, la casa avrà un impatto minore sul calcolo dell’ISEE.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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