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Il 17 febbraio il CRIF ha pubblicato la sua nuova edizione della Bussola Mutui, presentando tutti i dati sul terzo trimestre del 2024 relativi al mercato dei finanziamenti legati al mercato immobiliare.
La Bussola mutui del CRIF è un fondamentale bollettino trimestrale, dedicato a operatori di mercato, consumatori e famiglie che hanno bisogno di orientarsi nell’offerta, spesso complessa e poco chiara, dei mutui ipotecari. Il CRIF è la Centrale Rischi Interbancaria, una società privata che gestisce il più importante sistema di informazioni creditizie, sfruttato da quasi tutti i creditori in Italia. Tale sistema, noto come EURISC, non è altro che una banca dati in costante aggiornamento, che contiene informazioni finanziarie su individui e imprese. Tutti dati forniti alla società di analisi da banche e vari enti creditizi.
La Bussola del CRIF è interessante per studiare in modo analitico le preferenze dei richiedenti. Ma non solo… Il resoconto contiene informazioni oggettive sul tipo di tasso scelto dai mutuatari, sulla durata e l’importo medio del finanziamento per acquistare casa su base trimestrale. Il report offre poi dati sulla provenienza geografica, l’età, la professione e il reddito dei richiedenti. Infine, rivela qual è l’andamento dell’offerta da parte delle banche e creditori vari.
Tutto ciò, specificando il valore dei tassi e degli spread medi di mercato. E suggerendo ai consumatori utili riferimenti per riconoscere le migliori offerte di mutuo a tasso variabile e fisso. L’ultima analisi è relativa al terzo trimestre del 2024… Ebbene, dopo i quattro tagli ai tassi consecutivi della BCE, finalmente si intravede il tanto atteso impatto sul mercato.
Anche i tassi variabili, che negli ultimi anni hanno goduto di scarsissima fama e poca fortuna appaiono in discesa. Il CRIF, nella sua Bussola mutui, indica la media dei migliori mutui a tasso variabile, mettendo in evidenza la sua progressiva riduzione. Nel terzo trimestre del 2024, il tasso variabile è sceso al 4,1%. E già sappiamo che poi è crollato fino al 3,5% nel quarto trimestre e gennaio 2025, addirittura, al 3,3%.
Sembra comunque presto per parlare di un pareggio fra tasso fisso e variabile. Il fisso è ancora più conveniente. Gli analisti hanno più volte predetto che il 2025 sarà l’anno della rivincita del mutuo a tasso variabile… Ma è presto per dirlo. L’unico dato certo ed evidente è i consumatori italiani stanno piano piano tornando ad approcciare la soluzione del mutuo come strada principale per acquistare casa.
I dati sulla domanda di nuovi mutui esprimono infatti una netta ripresa. Nel terzo trimestre del 2024 si registra +12,1% rispetto ai due trimetri precedenti 2024. La percentuale diventa invece un +25,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tutto ciò grazie ai tagli operati dalla BCE che hanno portato il tasso di rifinanziamento principale a scendere dal 4,50% di maggio scorso al 3,15% di dicembre.
Prevedendo questa direzione politica da parte dell’UE, gli indici IRS erano già scesi nei primi mesi del 2024. E ora è calato anche l’Euribor arrivando prima al 3,5% a fine 2024, per poi scendere fino al 3,3% all’inizio di questo 2025. L’analisi del CRIF rivela che le surroghe continuano a trainare i flussi online. Cresce però anche la domanda di mutui per l’acquisto casa, che rappresenta il 59% delle richieste online.
Quasi tutti, nel 2024, hanno scelto il tasso fisso. La percentuale nell’ultimo trimestre dell’anno è nel 99%, contro un misero 1% per il tasso variabile. La Bussola rivela poi come sia cresciuto il numero di giovani che vogliono comprare casa. La richiesta degli under 36 è infatti salita al 30%. Tutti gli italiani sembrano guardare con rinnovata fiducia al credito per comprare casa.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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