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Ecco gli ultimi valori dei tassi Euris e degli Euribor, con i punti IRS disponibili e aggiornati al 23 luglio 2025.
Conoscere i tassi Eurirs ed Euribor è fondamentale per chiunque stia pensando di accendere un mutuo. Serve anche a chi ha in mente di richiedere una surroga. E non solo… I tassi in questione si riveleranno come riferimenti importanti anche per coloro che hanno bisogno di gestire risparmi e investimenti con cognizione di causa. L’Eurirs (Euro Interest Rate Swap) è il tasso di riferimento usato per calcolare i mutui a tasso fisso.
Tale indice viene aggiornato ogni giorno e varia in base alla durata del mutuo, che può essere di dieci, quindici, venti o trent’anni. Funziona come una specie di termometro. Se il mercato finanziario è malato o in affanno, i tassi salgono. Se la situazione è calma, i tassi scendono. Di conseguenza, l’Eurirs dice al mutuatario quanto costa oggi 23 luglio bloccare un tasso fisso per un certo numero di anni. Chiaro, no?
Le banche, quando propongono ai richiedenti un mutuo a tasso fisso, si basano appunto sul tasso Eurirs. Se il riferimento scende, le rate dei nuovi mutui fissi diventano un po’ più leggere. Invece, se l’indice sale è un cattivo segno. Conviene bloccare il tasso prima che aumenti ancora.
Chi ha un mutuo fisso acceso anni fa con un tasso alto potrebbe per esempio, analizzando l’Eurirs recente, scegliere di richiedere una surroga. In pratica, con un mutuo a tasso fisso acceso un anno e mezzo fa, il tasso minimo si aggirava intorno al 3,5%. E dato che oggi l’Eurirs è intorno al 2,8% la logica suggerisce di provare a trasferire il mutuo a un’altra banca per risparmiare un bel po’ di soldi. Ecco dunque un passaggio chiave: conoscere l’Eurirs aiuta a capire se è il momento giusto per surrogare. E permette anche di orientarsi sulla scelta fra fisso e variabile.
Semplificando, funziona così: qualora l’Eurirs fosse basso e stabile, il fisso è il tasso più conveniente e più sicuro. Se, invece, l’Eurirs è alto e l’Euribor (l’indice utile per il tasso variabile) è in calo, il passaggio al tasso variabile potrebbe avere senso…
Per leggere l’andamento dell’indice, bisogna conoscere i punti IRS. Un punto IRS equivale a un punto percentuale. Quindi, se l’Eurirs passa da 2,50% a 2,60%, si dice che è salito di 10 punti base o 0,10 punti IRS. Tornando alla metafora del termometro, i punti IRS sono i gradi di temperatura per l’economia del credito. Alla fine, il tasso IRS è la base su cui le banche calcolano il TAN, cioè il tasso annuo nominale del mutuo.
Un mutuo a dieci anni ha un tasso Eurirs al 2,61%, in leggerissimo aumento rispetto ai giorni scorsi. Con un mutuo quindicennale, la percentuale è del 2,8%, stabile. Il mutuo di durata ventennale rivela al 23 luglio 2025 un indice pari al 2,85%. A venticinque anni, il tasso Eurirs è a 2,84%. A trent’anni, a 2,81%. Rispetto a giugno 2025, si registra un calo percentuale su tutte le durate (tranne quella venticinquennale) dello 0,06%. Per un mutuo a venticinque anni, il calo è dello 0,05%.
Quindi, i tassi sono in calo rispetto a giugno, segno che i mercati non sembrano spaventatissimi dalla possibilità di una pausa della BCE sui tagli. La stabilizzazione dell’inflazione sembra, insomma, incoraggiare le banche e i creditori in generale. Poi, è possibile anche fare un confronto con i dati di luglio 2024. Ebbene, i tassi sono cresciuti rispetto a un anno fa, soprattutto sulle lunghe durate. Perché? Probabilmente a causa della stretta monetaria della BCE tra fine 2024 e inizio 2025. Per esempio, nel luglio 2024, l’indice Eurirs per un mutuo decennale era al 2,49%. Quello per un mutuo trentennale al 2,37%.
I dati dicono che il momento sembra propizio per tornare a valutare un mutuo a tasso fisso. Anche se i tassi sono in calo rispetto a giugno, bisogna riconoscere che sono ancora più alti rispetto a un anno fa. Chi ha già un mutuo fisso, potrebbe invece considerare una surroga se il tasso del finanziamento è superiore al 2,8%.
I tassi Euribor, al 23 luglio 2025, con scadenza a una settimana si fissano a 1,884%. Quelli a scadenza mensile sono a 1,906%. I trimestrali stanno a 1,961%. Quelli a sei mesi, invece, vanno sopra il 2%: per la precisione al 2,051%. Quelli annuali (a scadenza di dodici mesi) sono al 2,070%. Ed è evidente che i tassi Euribor siano in forte calo rispetto a un anno fa. Ciò si traduce quindi in rate mensili più leggere per chi ha mutui indicizzati all’Euribor. Per esempio, chi ha un mutuo da 150.000 euro a venticinque anni può risparmiare oltre 50 euro al mese rispetto a luglio 2024.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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