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A quanto pare, l’Italia ha uno dei tassi medi sui mutui più bassi d’Europa. Eppure, la percezione diffusa continua a essere di costi insostenibili.
3,11%. Ecco il tasso medio nel quarto trimestre 2024 registrato dall’Italia. Un risultato che appare migliore di quello della Francia, della Germania e dell’Olanda. I dati affermano dunque che il nostro Paese, nel 2024, ha brillato nel panorama europeo dei mutui, con tassi tra i più bassi dell’area. Soprattutto per quelli a tasso variabile. A rivelarlo è l’European Mortgage Federation, l’organismo che rappresenta gli interessi dell’industria dei mutui a livello europeo.
Secondo l’analisi condotta dall’EMF, l’Italia si posizione in top 3, ovvero tra i primi 3 Paesi europei per convenienza sui mutui. Davanti ci sono solo a Belgio e Spagna. Nel 2024, infatti, Il TAN medio variabile italiano è sceso al 2,62%, dopo aver superato il 4,7% nel 2023. Grazie ai cali, stimolati dai tagli operati dalla BCE, le domande di mutuo sono cresciute del +12% circa nel 2024,. Un segno inequivocabile che il mercato si sta riprendendo. E il risparmio? Sempre secondo i dati dell’organismo europeo, la rata media mensile in Italia è calata di oltre 150 euro rispetto al 2023.
Ciononostante, per molti italiani la spesa relativa al mutuo è ancora troppo alta. Ciò dipende innanzitutto da requisiti bancari per la concessione del finanziamento sempre più rigidi. Senza un reddito minimo e stabile, delle garanzie e un buon credit score, è difficile poter ottenere un mutuo. Inoltre, un po’ ovunque, i prezzi delle case sono in aumento. In tutta Italia, nel 2024, i prezzi sono saliti del 2%. E nel 2025 la crescita non si è arrestata.
Il tasso fisso ancora sopra il 3% è poi percepito come più caro rispetto al passato. Soprattutto a fronte di un potere d’acquisto sempre più basso. Ed ecco spiegato il motivo per cui l’essere nella top 3 dei mutui più bassi in Europa non sembra un dato così realistico ai consumatori medi italiani. Eppure confrontando le percentuali con gli altri Paesi Europei la differenza è evidente.
La maglia nera è la Polonia, con un tasso medio del 7,50%. In Ungheria, i tassi si attestano alla media del 6,56% e in Romania al 6,01%. La Repubblica Ceca ha un tasso medio sui mutui relativo al 2024 del 4,96%. Nel Regno Unito la percentuale è del 4,54%. In Portogallo il tasso è del 3,62%, in Germania del 3,60% e in Olanda del 3,52%. Anche in Francia stanno un pochino peggio degli italiani, con un tasso medio del 3,20%.
La medaglia d’argento è della Spagna, con un tasso medio del 3,05% nel quarto trimestre del 2024 I mutui più convenienti si accendono invece in Belgio, con un tasso al 2,89%.
I risultati migliori per l’Italia si sono registrati con il TAN medio variabile a fine 2024: 2,62% Una percentuale che anno prima era al 4,76%. Dunque, si è registrato un calo di oltre 2 punti percentuali. Per calcolare il risparmio reale, basta prendere come esempio il solito mutuo da 150.000 euro a vent’anni. Nel 2023 la rata mensile sarebbe stata di 970 euro. Nel 2024 è scesa parecchio: a 804 euro. In questo senso, il risparmio su base mensile è di 166 euro, con un risparmio totale di quasi 40.000 euro!
E per i mutui a tasso fisso? Lì, l’andamento è stabile. Ma secondo i dati raccolti dall’European Mortgage Federation, i mutui fissi sono già diventati meno convenienti nel nostro Paese rispetto a quanto succede nel resto d’Europa. Il tasso di poco superiore al 3% di fine 2023, a fine 2024, da noi, è sceso al 2.75%. Ma ora, a giugno 2025, è tornato a superare i tre punti percentuali. Di conseguenza, a meno di sconvolgimenti improvvisi, il tasso più conveniente oggi, grazie all’Euribor sotto il 2% e in discesa verso l’1,75% nel 2026, è ancora quello variabile.
Anche con tassi così bassi, l’impegno economico per i mutuatari resta elevato. Tra rata, spese accessorie e inflazione, tantissime famiglie sono in evidente difficoltà. E c’è chi rinuncia in partenza. Forse è anche un problema di memoria. Gli italiani si ricordano dei mutui all’1 o al 2%. E poi c’è la precarietà diffusa. In tanti non hanno le garanzie per poter chiedere un mutuo. E, all’orizzonte, non sembra esserci nessuna svolta che lasci presagire una ripresa.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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