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Il garante può chiedere un nuovo mutuo per sé stesso anche se sta già assumendosi la responsabilità per un finanziamento in essere?
Quando si parla di garante o fideiussore si indica un soggetto che svolge un ruolo cruciale nel mercato del credito, e per questo tutelato dalla normativa vigente. Dal punto di vista finanziario, il garante è colui che si impegna a coprire le rate del mutuo nel caso in cui il mutuatario principale non sia in grado di farlo. Offre dunque una sicurezza aggiuntiva alla banca o al creditore. E aiuta un mutuatario con scarso credit score a poter sfruttare un finanziamento.
Esponendosi per il mutuatario, il garante si assume però una responsabilità patrimoniale. Infatti, in caso di inadempienza di chi gode del finanziamento, colui che firma il contratto di fideiussione può essere chiamato a rispondere con il proprio patrimonio, rischiando dunque immobili o risparmi.
Dal punto di vista giuridico, il garante è obbligato a intervenire nel pagamento del debito in caso di insolvenza del mutuatario. Nella prassi, però, tale obbligo scatta solo dopo che la banca ha esaurito le vie legali contro il debitore principale. Tranne nel caso in cui sia prevista un’obbligazione solidale, in cui il garante è responsabile immediatamente insieme al mutuatario.
La normativa attuale prevede anche che il garante possa opporsi al pagamento se il mutuatario ha già saldato il debito o se il contratto di fideiussione presenta delle irregolarità. Inoltre, non ci sono leggi che impediscono al garante di un mutuo di richiedere un nuovo mutuo per sé.
Ovviamente, se un garante richiede un nuovo mutuo, non verrà valutato dal finanziatore come un cliente ordinario. La banca valuterà la sua capacità finanziaria tenendo conto dell’obbligo già assunto in qualità di fideiussore. Essere garante di un mutuo già esistente è considerato un impegno economico importante. Ed è per questo che il creditore potrebbe riscontrare un rischio.
In questo senso, l’essere già un garante potrebbe creare un problema per chi vuole accendere un nuovo mutuo. Di base, la banca analizzerà il rapporto tra il reddito del richiedente e le sue spese totali, includendo i possibili impegni contrattuali relativi al mutuo garantito. E qualora l’importo della nuova rata e delle altre obbligazioni dovesse superare una certa soglia, la richiesta potrebbe essere respinta. Di solito, la soglia è pari al 30 o al 35% del reddito.
Ci sono però casi in cui il debitore principale del mutuo garantito può essere interpretato dal creditore come un referente affidabile, dato che non ha mai mancato una rata. In queste circostanze, il finanziatore potrebbe tenere in considerazione la capacità del mutuatario principale di non cedere all’insolvenza e quindi accettare senza problemi la richiesta del garante. Invece, se il debitore principale dovesse avere difficoltà a pagare, la responsabilità ricadrebbe maggiormente sul garante, e ciò potrebbe limitare parecchio la possibilità di ottenere un nuovo mutuo.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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