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Si assiste a un continuo aumento della domanda e delle erogazioni del consolidamento debiti: il tasso medio scende sotto l’8%.
Negli ultimi anni si è registrato un costante aumento della domanda e delle erogazioni di prestiti destinati al consolidamento dei debiti. Un dato significativo riguarda il tasso medio di interesse, che nel 2024 è sceso stabilmente sotto l’8%, rendendo tale soluzione finanziaria sempre più conveniente per i consumatori.
L’importo medio richiesto per il consolidamento debiti nel 2024 ha superato i 20.000 euro. E dall’8,5%, gli interessi medi sono da mesi scesi sotto l’8%. Il contesto attuale appare dunque abbastanza vantaggioso per chi desidera riorganizzare la propria esposizione debitoria. Ecco perché si sente sempre più spesso parlare di un momento importante per tutti coloro che intendono accorpare i finanziamenti in corso in un unico prestito, con condizioni più favorevoli.
I benefici del consolidamento debiti sono essenzialmente due. In primo luogo, tale strumento consente una riduzione dell’importo della rata mensile, grazie all’accesso a tassi più competitivi. Il secondo beneficio riguarda invece la possibilità di allungare il piano di rimborso, per diluire così la spesa nel tempo. Va poi considerato il vantaggio marginale relativo all’opportunità di poter semplificare la gestione di tutte le scadenze in un’unica scadenza.
La maggiore propensione dei consumatori italiani verso questa soluzione creditizia non si deve soltanto al calo dei tassi di interesse dovuto alle politiche della BCE. Conta anche il processo di graduale sviluppo dell’offerta. Negli ultimi anni si è infatti registrato un aumento dell’interesse e della fiducia dei consumatori nei confronti di tale strumento creditizio.
L’affermazione del consolidamento debiti in Italia ha richiesto diversi anni. Tale strumento di credito si è infatti sviluppato nel nostro Paese con un certo ritardo rispetto agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna. Solo nei primi anni 2000, con la liberalizzazione del settore del credito e l’aumento della concorrenza tra gli istituti finanziari, questa tipologia di finanziamento ha iniziato a diffondersi sul serio…
L’espansione dell’offerta di prestiti personali ha portato molte famiglie italiane ad accumulare più finanziamenti contemporaneamente, spesso caratterizzati da tassi d’interesse elevati. E per rispondere alla crescente esigenza di riorganizzazione finanziaria, le principali banche e le nuove società finanziarie hanno quindi introdotto il consolidamento debiti come alternativa efficace per riequilibrare il carico debitorio.
Uno dei momenti più rilevanti per la diffusione del consolidamento debiti è stato il 2008, anno della crisi finanziaria globale. Con la crisi, l’accesso al credito è diventato più difficile, spingendo un numero crescente di consumatori a ricercare soluzioni per ristrutturare il proprio debito. Successivamente, nel 2012, il Decreto Salva Italia e altre riforme hanno migliorato la trasparenza e la regolamentazione dei prestiti, facilitando l’accesso al consolidamento debiti.
Negli ultimi anni, la crisi economica generata dalla pandemia ha ulteriormente accresciuto l’interesse verso questa tipologia di finanziamento. La domanda è aumentata gradualmente, accompagnata da un netto miglioramento delle condizioni di accesso: il tasso medio del consolidamento debiti è passato dal 10% all’8,5% e, nell’ultimo anno, è sceso ulteriormente al di sotto dell’8%.
Ed è così che il consolidamento debiti si è man mano affermato come uno strumento strategico per la gestione dei vari prestiti, permettendo ai consumatori di ottenere condizioni più vantaggiose e di migliorare la propria stabilità finanziaria.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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