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NPL sta per non-performing loans, cioè che in italiano chiamiamo crediti deteriorati. E chi vuole chiedere un finanziamento dovrebbe essere parecchio interessato alla questione.
I crediti deteriorati, o NPL che dir si voglia, sono prestiti concessi dalle banche o dalle finanziarie che i debitori non riescono a ripagare. Accumulandosi, i non-performing loans cominciano a pesare, fino a trasformarsi in una problema per tutto il sistema del credito. L’ente creditizio con troppi NPL fatica nella riscossione dei fondi. Perciò, non può far altro che mutare politica e limitare l’accesso ai finanziamenti, creando un danno per tutta l’economia.
Esistono diverse categorie di NPL. Le sofferenze rappresentano i casi più gravi di crediti deteriorati. Sono quelle situazioni in cui il debitore si trova in uno stato di insolvenza o comunque in serie difficoltà finanziarie. Pur volendo, non può versare le rate del proprio finanziamento… Ci sono poi gli UTP (unlikely to pay, ovvero le inadempienze probabili). Si tratta di quei crediti per cui l’ente finanziario ritiene improbabile un rimborso totale senza l’intervento di azioni di recupero. E poi ci sono i crediti scaduti e quelli sconfinanti… Sono quei crediti che vedono all’opera un debitore che ha superato da più di novanta giorni la scadenza di un pagamento.
Le banche, minate dai NPL, devono accantonare delle riserve proprio per coprire le potenziali perdite. E, di conseguenza, devono rimodulare o ridurre la loro capacità di concedere nuovi prestiti. Più in generale, i crediti deteriorati possono avere un impatto assai negativo sui bilanci degli istituti di credito tradizionale. Maggiori sono i NPL con cui ha a che fare una banca più cala la fiducia degli investitori. Anche perché le soluzioni attuate per risolvere il problema non sempre funzionano a dovere.
Per recuperare ciò che si aspettano, le banche possono vendere i NPL a società specializzate nel recupero crediti. Ciò le aiuta a ridurre la loro esposizione, ma ha un costo. Oppure possono negoziare nuovi termini di pagamento con i debitori per migliorare le probabilità di recupero del credito (la cosiddetta ristrutturazione del debito). Il più delle volte si opta per la cartolarizzazione. In pratica, si prendono tutti i NPL, si raggruppano e si vendono come titoli sul mercato finanziario.
Negli ultimi anni, la gestione dei crediti deteriorati è diventata una faccenda cruciale non soltanto per le banche ma pure per le autorità di regolamentazione in Europa, soprattutto all’indomani della crisi finanziaria del 2008. Se una banca ha un alto numero di NPL, diventa subito meno incline a concedere nuovi finanziamenti. Crescono così i tassi di interesse (per compensare il rischio di ulteriori perdite).
Il problema dei NPL è più comune nelle banche tradizionali rispetto alle finanziarie. Le banche, specie quelle con un’ampia esposizione ai prestiti alle imprese e ai mutui, tendono infatti ad avere una maggiore concentrazione di crediti deteriorati. Succede soprattutto in congiunture di crisi economica. Le finanziarie, che riescono a diversificare meglio investimenti e fonti di reddito, sono meno esposte al pericolo di accumulo di NPL.
Per sorvegliare il rischio a livello nel sistema bancario, la Banca d’Italia ha creato la Centrale dei rischi, un archivio nel quale confluiscono le posizioni debitorie di ogni soggetto nei confronti di tutti gli intermediari. Tale banca dati permette per ogni debitore il calcolo della posizione globale di rischio. Informazioni utili per le banche e le finanziarie (controllare la solvibilità dei clienti) ma anche per gli uffici di vigilanza di Bankitalia, che così possono monitorare la stabilità del sistema creditizio. La situazione italiana è critica da diversi anni. E, infatti, l’Italia è il terzo Paese europeo per maggiore quota di crediti deteriorati.
Conoscere la situazione finanziaria di una banca o di una finanziaria con i NPL è dunque importantissimo. Meglio interloquire con un creditore che possa vantare una gestione sana dei crediti deteriorati: sarà più affidabile e offrirà prestiti a condizioni più favorevoli.
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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