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Il revolving (o credito rotativo) rappresenta una soluzione flessibile e in generale conveniente per il consumatore in grado di gestire il finanziamento con particolare attenzione.
Il credito conosciuto come revolving si è diffuso in Italia soltanto negli ultimi anni, ma i numeri sono in costante aumento, grazie all’enorme diffusione delle carte di credito e dei pagamenti digitali, e alla crescente domanda di soluzioni di finanziamento più flessibili e accessibili. Il vantaggio non riguarda soltanto i richiedenti ma anche le banche e le finanziarie (che essendo specializzate in credito al consumo tendono a offrire più spesso prodotti di credito rotativo rispetto alle banche tradizionali).
In generale, i creditori promuovono conti e carte revolving quali strumenti sensibilmente più redditizi rispetto alle carte di credito tradizionali. Il guadagno arriva dagli interessi accumulati dall’utente che sceglie per convenienza personale il credito rotativo.
In Italia, quasi otto consumatori su dieci, ormai, utilizzano carte di credito. Quelle tradizionali sono le più sfruttate, dopodiché hanno parecchio successo anche le prepagate. E, seppur meno comuni rispetto alle altre due tipologie, anche le carte di credito rotativo cominciano a essere abbastanza diffuse. Perché? Fondamentalmente perché permettono di ottenere un accesso continuo a una data somma di denaro, utile per far fronte a qualsiasi spesa: dai consumi ordinari alle emergenze. Di conseguenza, il credito rotativo viene presentato come una soluzione adatta a quei consumatori che preferiscono pagare a rate e sono alla ricerca di maggiore flessibilità nei pagamenti.
In un certo senso, il credito rotativo assomiglia quindi a un fido: il creditore mette a disposizione del cliente una certa somma di denaro che questi può poi utilizzare per varie finalità , come e quando vuole. Via via che il credito viene reintegrato, il cliente torna ad avere, automaticamente, pure la disponibilità delle somme rimborsate, in genere con modalità rateale. E per far ciò il revolving si basa appunto sullo strumento preferenziale della carta di credito, detta rateale o rotativa. Tale strumento di pagamento viene emesso da una banca o da un istituto finanziario, ma non va confuso come una semplice prepagata.
Per la concessione di una carta revolving il creditore ha innanzitutto bisogno di valutare la situazione finanziaria e la capacità di rimborso del richiedente. Dopodiché, con la carta di credito rotativa è possibile continuare a utilizzare il finanziamento finché non si sarà raggiunto il limite massimo assegnato. L’accesso al credito si basa quindi su una linea di finanziamento che può essere utilizzata e poi rimborsata in rate mensili su cui pagare interessi relativi solamente alle somme utilizzate.
La prepagata, invece, funziona come un “pay as you go“: bisogna caricare lo strumento con i propri fondi, che poi saranno usati secondo le proprie necessità . E dal momento che si utilizzano solo fondi propri, non esistono interessi e c’è maggiore controllo sulla spesa: esce solo ciò che l’utente ha caricato.
Il revolving, invece, consente di rateizzare il pagamento di qualsiasi prodotto o servizio acquistato. Ma la rateazione comporta sempre un costo aggiuntivo per l’acquirente (dovuto appunto alla corresponsione degli interessi sul finanziamento). Gli interessi procedono finché il credito si mantiene entro un tetto massimo (il fido). Se, invece, il saldo del conto corrente in negativo supera l’importo massimo, il richiedente dovrebbe pagare anche una commissione di massimo scoperto.
Il rimborso del debito, come già accennato, è rateale, il più delle volte con previsione di una rata minima e senza una durata predefinita della rateazione. Gli oneri di gestione rappresentano però un valore piuttosto importante del contratto, per via dell’elevata frammentazione degli utenti.
Il fatto che la carta, dopo ogni rimborso, ricarichi il conto continuamente, consentendo ulteriori utilizzi, dà forma a una linea di credito che si può utilizzare fino a un certo limite, pagando solamente gli interessi sulle somme utilizzate. E qui sorge il rischio: spesso i tassi di interesse del credito rotativo sono più alti rispetto ad altri tipi di prestiti. E, se non gestito bene, tale finanziamento può portare ad accumulare debiti difficili da rimborsare.
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Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
Collabora regolarmente con testate online autorevoli come BlitzQuotidiano.it e Lamiapartitaiva.it, offrendo ai lettori approfondimenti chiari e dettagliati su argomenti complessi quali prestiti, gestione del denaro, normative fiscali e strategie per l’ottimizzazione delle risorse economiche.
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