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Quando si parla di credito al consumo, la finanziaria potrebbe essere l’interlocutore più adatto. Due i motivi fondamentali…
Con i prestiti bisogna sempre valutare con attenzione tutte le possibili alternative disponibili. Per esempio, per il credito al consumo, è importante sapere che la scelta tra una finanziaria e una banca dipende non solo dalle prospettive di convenienza economica ma anche dalle esigenze personali e particolari.
Le banche puntano tutto sull’affidabilità e sulla capacità di offrire una gamma più ampia di servizi (conti correnti, depositi, prestiti, eccetera). Non è però un mistero che, rispetto a una finanziaria, una qualsiasi banca presenterà nove volte su dieci tassi di interesse meno competitivi. Anche i tempi burocratici, con le banche, possono essere un po’ più lunghi. Inoltre, l’istituto di credito si rivelerà in genere più rigido sui requisiti di base per ottenere un prestito.
Le finanziarie sono invece specializzate nell’erogazione di prestiti. Di conseguenza, cercano di offrire tassi di interesse più vantaggiosi e costi più contenuti. L’altro punto a favore della finanziaria rispetto alla banca, specie quando si parla di credito al consumo, è la flessibilità. I criteri di concessione dei finanziamenti sono notoriamente meno rigidi. Per contro, una finanziaria non sarà mai in grado di offrire tutti i servizi normalmente garantiti dalle banche. Per esempio, le è impossibile raccogliere o gestire il risparmio.
Per credito al consumo, per definizione, si intendono quelle attività di finanziamento che hanno lo scopo di sostenere i consumi. E, soprattutto, di permettere alle famiglie di rimandare o rateizzare i pagamenti. Si tratta dunque di un finanziamento che non serve per sostenere investimenti ma unicamente per aiutare i consumatori nella spesa corrente.
Qualcuno, in passato, ha cercato di isolare delle regole di base del credito al consumo. Null’altro che consigli pratici per gestire al meglio le proprie finanze. La prima regola è: imparare a confrontare le diverse offerte di prestito. Gli enti creditizi possono infatti proporre soluzioni assai diverse. E non è detto che prolungare di qualche anno il finanziamento permetta di avere una rata più agevole. La cosa fondamentale, in questo senso, è saper trovare l’offerta più vantaggiosa in termini di tassi di interesse, costi aggiuntivi e condizioni di rimborso, ma anche meglio rispondente alle proprie esigenze specifiche.
La seconda regola è: evitare di richiedere liquidità pura. Impegnarsi in un prestito per ottenere denaro contante senza uno scopo specifico ha poco senso. Avere dei soldi in tasca, senza avere un obiettivo di spesa già fissato, può infatti comportare spese impulsive e una conseguente difficoltà nel rimborso del debito. Uno scopo preciso può di contro aiutare nella scelta del referente chiamato a finanziare il prestito. E ciò vale anche se la finanziaria concede formalmente prestiti non finalizzati. Il punto è un altro: non rendere il prestito un incentivo al consumo non necessario.
Dopotutto il prestito personale, che è il più diffuso e comune tra i finanziamenti non finalizzati, rientra anch’esso nella categoria del credito al consumo (sotto forma di prestito senza garanzia). Va ribadito che nel nostro Paese la disciplina del credito al consumo prevede un importo compreso tra 200 e 75.000 euro. Ma con i prestiti personali l’importo è quasi sempre medio alto. Quando si ha bisogno di somme più contenute si opta preferibilmente per il credito rotativo (carte di credito revolving).
Esperto di economia e finanza con una competenza consolidata nella redazione di articoli su temi economici, fiscali e finanziari.
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